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e... l'Inghilterra subliminale |
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Scritto da Il Riformatore
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Martedì 25 Maggio 2010 11:21 |
IL CASO:
In tv c'è una pubblicità pro-aborto che si ispira ad
Adolf Hitler
Ricerca effettuata dal Riformatore
martedì 25 maggio 2010
Ieri sera alle 22.10, per la prima volta nel Regno Unito, è andata in onda un’allusiva reclame abortista sulla rete televisiva Channel 4.
L’occasione ghiotta è stata il debutto di una nuova trasmissione di gioco a premi, “The Million Pound Drop”, condotta dalla nota presentatrice Davina MacCall, destinata a far salire l’indice di ascolto alle stelle.
Con una cinica e astuta operazione di marketing, la potente lobby abortista Marie Stopes International (MSI) ha colto al volto l’opportunità di farsi pubblicità, approfittando dell’audience elevata e con il pretesto di «aiutare le donne a compiere una scelta più consapevole circa la propria gravidanza e salute sessuale».
Così, tra un intervallo e l’altro della seguitissima trasmissione, si è reclamizzato l’aborto come fosse un normale detersivo. Solo che al posto di un fustino, l’immagine che è andata in onda era quella di una ragazza dallo sguardo preoccupato, ferma alla fermata dell’autobus, sulla quale campeggiava la scritta «Jenny Evans è in ritardo».
Allusione, di pessimo gusto, al ciclo mestruale. Seguiva la scena, in pieno stile politically correct, di una donna frettolosa con due bimbi piccoli, accanto alla scritta «Katty Simons è in ritardo», e poi di una solitaria ragazza di colore seduta al bar, accompagnata dalla scritta «Shareen Butler è in ritardo». Seguivano, infine, i riferimenti per contattare telefonicamente o via e-mail MSI, mentre una voce fuori campo spiegava: «Se hai un ritardo mestruale potresti essere in cinta, e se non sei sicura di cosa fare in caso di gravidanza, Maries Stopes International ti può aiutare».
Tipico esempio di pubblicità ingannevole, dato che MSI non dà nessun altro “aiuto” se non quello di praticare l’interruzione di gravidanza, e per di più (circostanza occultata nello spot) a pagamento.
Per comprendere, del resto, le reali intenzioni dei promotori, è sufficiente leggere il titolo del comunicato stampa che annunciava l’iniziativa sul sito ufficiale di MSI: «Per la prima volta assoluta in Gran Bretagna una pubblicità televisiva sugli “abortion services”».
Questa vicenda impone alcune riflessioni. La prima di carattere legale. È interessante, infatti, capire come sia stato aggirato il divieto di pubblicità commerciale per le cliniche abortive, espressamente previsto dal codice della pubblicità (advertising code). Il Broadcast Committee of Advertising Practice (BCAP), l’ente che si occupa della materia, in questo caso ha stabilito che il termine “commerciale” possa escludere l’applicazione del divieto alle organizzazioni non profit.
Ciò significa, secondo il BCAP, che la stessa natura giuridica di Marie Stopes International, formalmente una fondazione senza scopo di lucro, la esclude dal divieto, nonostante il fatto che essa effettui anche servizi privati a pagamento.
È grazie a questa generosa interpretazione benevola delle norme sulla pubblicità da parte del BCAP, che ieri sera è potuta andare in onda la reclame che abbiamo visto. Interpretazione tanto benevola, quanto decisamente forzata.
Fonte:
http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2010/5/25/IL-CASO-In-tv-c-e-una-pubblicita-pro-aborto-che-si-ispira-ad-Adolf-Hitler/88423/
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Ultimo aggiornamento Martedì 25 Maggio 2010 11:25 |
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Scritto da Il Riformatore
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Giovedì 08 Aprile 2010 12:07 |
Uganda: grazie agli evangelici, pena di morte per i gay!
Ricerca effettuata dal Riformatore

A marzo del 2009 tre missionari evangelici americani si recano in Uganda a tenere una serie di incontri con politici, insegnanti e rappresentanti delle forze dell'ordine locali: per tre giorni, sotto la guida dei tre religiosi, si dibatte su come correggere i gay, si impara che gli omosessuali sono dei violentatori di bambini e si ribadisce che il movimento gay è un'istituzione malvagia volta a distruggere la società fondata sul matrimonio sostituendola con la cultura della promiscuità sessuale.
Passa appena un mese da quell'ameno seminario, ed ecco che un politico locale che risponde al nome di David Bahati, con l'appoggio dell’arcivescovo evangelico Henry Orombi e del pastore Martin Ssempa, presenta una proposta di legge che introduce in Uganda l'ergastolo per gli omosessuali sani e la pena di morte per quelli infetti da HIV, oltre alla pena di tre anni di carcere per chi non li denuncia.
La notizia dovrebbe ispirare qualche riflessione sia a quelli che insistono a minimizzare gli effetti degli anatemi religiosi in Africa (per capirci, quelli della serie: "vabbe', figurati se gli africani non mettono il preservativo solo perché i preti dicono di non farlo"), sia per quegli altri che, pur ammettendo l'incidenza di simili ingerenze in paesi sottosviluppati, ne sottovalutano le conseguenze in paesi del cosiddetto "primo mondo" come il nostro.
Le parole dei preti, evidentemente, pesano, a prescindere dal fatto che si tratti di cattolici, evangelici o chissà chi altro: in Uganda come in Italia.
Chissà se qualcuno, prima o poi, avrà la decenza di chiamarli a risponderne.
“COMMENTO DEL RIFORMATORE”
Per i cristiani, nati di nuovo, la Bibbia, ovvero la Parola di Dio, non condivide e non manifesta alcuna forma di accettazione della sopra citata pratica omosessuale.
Pertanto i cristiani, nati di nuovo, (e sottolineo nati di nuovo), considerano essere un peccato questo status di cose.
Questo non vuol dire che, i cristiani nati di nuovo, discriminino e abbiano atteggiamenti razzisti nei confronti degli omosessuali.
I cristiani nati di nuovo, non condividono l’omosessualità ma questo non significa che, emarginano e tacciano a dito la persona che vive questa condizione.
Allo stesso tempo però, i cristiani nati di nuovo, non avendo comunione di intenti con chi pratica l’omosessualità, non possono condividerne le idee e lo stile di vita.
Giammai però, si permetterebbero di arrogarsi l’autorità di imprigionare e tanto meno mettere a morte una persona omosessuale!!
Pertanto, noi della Gerusalemme-in-visibile.net ci dissociamo da questi evangelici che hanno prodotto col loro comportamento nefasto, spietato e privo del giusto giudizio, secondo gli insegnamenti di Cristo, la legge sull’ergastolo e pena di morte agli omosessuali in Uganda.
Gesù Cristo è venuto per salvare le anime perdute e non per farle morire nei loro peccati.
L’omosessualità è un peccato? Non è tanto l’omosessualità che è un peccato fine a se stesso… L’omosessualità è il risultato di una condizione umana, di uno status spirituale lontano dalla volontà di Dio, di una vita vissuta e affrontata non secondo gli insegnamenti di Gesù.
Se vogliamo dirla tutta… l’omosessualità è solo una delle tante conseguenze che scaturiscono da un’unica causa: “L’UOMO LONTANO DA DIO!”.
L’omosessuale non va demonizzato! Va aiutato!!
E’ possibile uscire dall’omosessualità? Si, è possibile! Se cambiamo i connotati spirituali alla natura di una persona, la persona cambia. L’omosessualità fa parte della vecchia natura dell’uomo, con tutte le sue caratteristiche carnali.
Gesù è venuto per far si che noi possiamo “NASCERE DI NUOVO!”.
La nuova natura che Egli ci da, non viene da sangue e carne ma, direttamente da Dio ed essa, non pecca, non devia, non si corrompe. Essa è perfetta!
Pertanto, è deplorevole e scandaloso punire gli omosessuali, solo perché tali. Il vero problema non è l’omosessualità ma il peccato insito nell’uomo.
Forse che, chi punisce gli omosessuali con l’ergastolo o la pena di morte è più giusto davanti a Dio?
NO! Chi mette a morte un uomo, secondo un giudizio, sarà giudicato da Dio con maggior severità, secondo il giudizio di Dio!
Allora a questo punto, perché non si mettono a morte tutti? Ladri, prostitute, spacciatori, politici corrotti, mariti infedeli, mogli infedeli, mafiosi, terroristi, truffatori, calunniatori, despoti…. Chi rimarrebbe sul pianeta?
NESSUNO! PERCHE’ TUTTI HANNO PECCATO E SONO PRIVI DELLA GLORIA DI DIO!
Se avete degli amici o dei conoscenti che sono omosessuali, maschi o femmine che siano… non teneteli lontano da voi ma, avvicinateli, mostrate loro l’amore di Cristo, parlategli di Gesù e se sarete in grado di salvare un’anima, coprirete molti peccati e il vostro premio nei Cieli sarà grande.
Grazie.
Il Riformatore
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Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Aprile 2010 12:29 |
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Scritto da Il Riformatore
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Sabato 20 Marzo 2010 11:50 |
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Violati gli impianti VeriChip con RFID!
Ricerca effettuata dal Riformatore
I problemi di sicurezza annulleranno i piani di collocamento in borsa della discussa azienda? Il VeriChip può essere violato! La rivelazione, assieme ad altri preoccupanti dettagli, potrebbe impedire la pianificata offerta pubblica di azioni della casa madre VeriChip, come riportato da Katherine Albrecht e Liz McIntyre.
Le attiviste anti-RFID e autrici del libro "Spychips: How Major Corporations and Government Plan to Track Your Every Move with RFID" non mollano la stretta sui piani della VeriChip per iniettare alle persone i tag RFID incapsulati nel vetro. E adesso hanno scoperto informazioni che potrebbero porre in discussione l'intera strategia commerciale della VeriChip. "Se considerate il VeriChip in una visuale puramente commerciale, si tratta di un prodotto sbagliato in maniera pacchiana". McIntyre fa notare che l'esperto di security Jonathan Westhues ha mostrato quanto sia facile clonare il VeriChip impiantato nel braccio di una persona e programmare un nuovo chip con lo stesso numero. Westhues, noto per un suo precedente lavoro, clonazione di carte magnetiche basate su RFID, ha messo online la dimostrazione della sua clonazione del VeriChip su http://cq.cx/verichip.pl. Il VeriChip "non è buono a niente" dice Westhues, non c'è nessuna security e "risponde, anche male, a una serie di diversi non-problemi."
Le questioni della security del chip possono voler dire problemi per coloro che hanno uno dei microchip nel loro corpo. Tra di loro ci sono diciotto impiegati dell'Ufficio dell'Avvocatura Generale Messicana che usano un chip impiantato per accedere in una stanza contenente documenti secretati, e un manipolo di gestori di bar in Europa che usano i chip iniettati per far pagare i drinks. "Ora che i loro chip possono essere clonati, cosa faranno queste persone?" si chiede McIntyre. "Indosseranno camicie di lamierino o staranno a distanza di braccio da chiunque?" La Albrecht ci scherza su: "Un uomo al bar col chip al braccio si potrà presto trovare a chiedersi se la ragazza carina dello sgabello vicino è attirata dal suo sorriso o vuole clonare il suo VeriChip. Ciò fornisce un nuovo significato alla scottante domanda, 'Vorrà il mio numero?'" Ma i problemi del VeriChip non finiscono qui, dice McInytre, che è stata in precedenza anche ispettrice bancaria e giornalista finanziaria. Ha attentamente analizzato i registri della compagnia e le informazioni relative ai chip presso la SEC e ha individuato seri problemi. Ha scoperto che gli scritti della stessa compagnia indicano che i pazienti impiantati non possono sottoporsi a MRI (risonanza magnetica) se non sono consci. Inoltre, la compagnia ammette che informazioni mediche critiche legate al chip potrebbero risultare non disponibili in un'emergenza reale. "Questi fatti chiamano in causa la campagna promozionale e il business plan della VeriChip ," dice McIntyre.
Le istruzioni fornite al personale medico avverte che i pazienti col chip non dovrebbero essere sottoposti alla risonanza se non sono pienamente consci e capaci di comunicare ogni "sensazione o problema inconsueto," quali il movimento o il riscaldamento del chip. Ciò contrasta con gli sforzi della compagnia per proporsi a persone che non possono parlare da sole, come i malati di Alzheimer, quelli con demenza, i disabili mentali, e le persone che possano entrare in un pronto soccorso in stato d'incoscienza. "L'ironia è che gli impiantati dovranno indossare un braccialetto di Attenzione Ospedaliera o portare qualche altro aggeggio evidente solo per non essere posti accidentalmente in una dispositivo per la risonanza magnetica," dice Albrecht. I pazienti impiantati potrebbero dover indossare un braccialetto di Attenzione Ospedaliera come duplicato nel caso in cui il database del VeriChip contenente le loro informazioni mediche fosse indisponibile. Le avvertenze sul retro del Form di Registrazione del Paziente VeriChip avverte gli impiantati che "la Compagnia non garantisce...che il sito web sia disponibile in ogni momento," e i medici sono istruiti che il prodotto potrebbe non funzionare in ambienti in cui siano presenti trasmissioni radio—come le ambulanze. Inoltre, è previsto che i pazienti rinuncino ad ogni reclamo relativo alla "commerciabilità ed idoneità." dell'apparecchio. Riportiamo di seguito il paragrafo di rinuncia come appare nello stampato:
"Il paziente...è pienamente consapevole di ogni rischio, complicanza, rischio di perdita, danno di qualsiasi natura e ferita che possa associarsi con questa registrazione. Il paziente rinuncia ad ogni reclamo... e riconosce che per questa registrazione non c'è né ci sarà nessun tipo di garanzia. SI RINUNCIA E SI ESCLUDE OGNI GARANZIA, IMPLICITA O ESPLICITA, DI QUALSIASI ORIGINE, LEGALE O ALTRO, INCLUSE MA NON LIMITATE OGNI GARANZIA IMPLICATA DI COMMERCIABILITA' ED IDONEITA' PER SCOPI PARTICOLARI. PER NESSUN EVENTO LA COMPAGNIA SARA' RESPONSABILE VERSO IL PAZIENTE PER QUALSIASI DANNO ACCIDENTALE, SPECIALE O CONSEQUENTE (INCLUSI MANCATI GUADAGNI O PERDITA DI RISPARMI) DERIVANTE DA OGNI E QUALSIASI CAUSA, ANCHE SE AVVERTITO DELLA LORO POSSIBILITA', INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE TALI DANNI SIANO RICONDUCIBILI A INADEMPIMENTI CONTRATTUALI, NEGLIGENZA, O QUALSIASI ALTRO ARTICOLO LEGALE." [Il maiuscolo è dell'originale.]
"Per un dispositivo medico salvavita, è incredibile," dice McIntyre. "Non comprerei neanche della carta igienica che riportasse un tale avviso, figuriamoci un prodotto che si suppone debba servire a salvare la vita in un'emergenza." McIntyre ha contattato la VeriChip per avere dei commenti su questi fatti e inizialmente le è stata promessa una risposta. Quando la compagnia non l'ha più richiamata, McIntyre ha richiamato e le è stato comunicato che gli impiegati avevano ricevuto l'istruzione di non rispondere alle sue domande. Le domande senza risposta, assieme alle foto del VeriChip e articoli correlati, sono disponibili a www.spychips.com/verichip/unanswered-questions.html
CASPIAN: Consumers Against Supermarket Privacy Invasion and Numbering Opposing retail surveillance schemes since 1999. http://www.spychips.com/ http://www.nocards.org/
www.disinformazione.it
Di Katherine Albrecht e Liz McIntyre Spychips.com - 28-1-2006 Link alla pagina originale Tradotto per disinformazione.it da Stefano Pravato |
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