| Gli ebioniti |
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| Scritto da Il Riformatore |
| Mercoledì 05 Novembre 2008 23:33 |
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Autore: Alberto Sordi
L'Ebionismo conservo' la tradizione dei primi convertiti dall'insegnamento pubblico di Gesu, basandosi su una raccolta dei Suoi detti; Egli era si il Cristo, ma tali sarebbero stati tutti coloro che avessero, come Lui, adempiuto la Legge (la Torah) e Paolo di Tarso si scontro' con esso nel suo sforzo di uscire dall'esclusivismo giudaico gentilizzando il Cristianesimo (1).Gli Ebioniti, che evidentemente non avevano alcun concetto trinitario della Divinita', affermavano l'assoluta unita' di Dio e l'umanita' assoluta di Gesu, l'unita' della Creazione, la totale priorita' della Legge, in quanto espressione perfetta della volonta' di Dio, aborrivano Paolo che consideravano un apostata per le sue posizioni rispetto all'osservanza della Legge da parte dei pagani convertiti (7) e perche' predicava una nuova dottrina, diversa da quella originaria, piu' adatta al mondo pagano. Prevalse poi la tesi paolina che considerava la Legge superata dalla Grazia e gli Ebioniti si separarono dal resto della comunita' che si adeguo' alle decisioni di Paolo e del suo cosmopolitismo; tra le loro guide rimasero Giacomo, il fratello del Signore (4) e Simon Pietro, che secondo antichi testi non ando' mai a Roma (tesi portata avanti in funzione anti-cattolica da Voltaire (8) e da frange pentecostali del protestantesimo americano) ma predico' solo in Oriente (1).Gli Atti degli Apostoli vennero compilati proprio per riconciliare il disaccordo tra Pietro e Paolo, selezionando e unendo insieme vari Atti piu' o meno leggendari (1) e per dimostrare una inesistente continuita' di Paolo e della Chiesa con Cristo e gli Apostoli, rendendo le divergenze meno gravi di cio' che in realta' furono (4).Alla fine del II secolo "gli Ebioniti", scrive Renan, "sono rimasti estranei alla vita delle altre chiese, sono dichiarati eretici e per spiegare il loro nome si inventa un preteso eresiarca di nome Ebion" (5).Eusebio di Cesarea (ca. 265 - ca. 340) riferisce nella sua "Storia Ecclesiastica" che i discendenti di Cristo, o Desposyni (gente del Maestro), furono a capo di diverse chiese basandosi su di una rigida successione dinastica; nel 318 otto loro capi incontrarono personalmente l'allora vescovo di Roma (papa Silvestro) nel Palazzo Laterano, per chiedergli di revocare le nomine dei vescovi di Gerusalemme, Antiochia, Efeso ed Alessandria per affidarle a membri del loro gruppo, nonche' a considerare legittima Chiesa Madre quella di Gerusalemme. Le loro richieste furono naturalmente respinte con la motivazione che ormai la Chiesa Madre era a tutti gli effetti quella di Roma e solo essa aveva l'autorita' di nominare i suoi vescovi (9).Tra l'altro i Nazorei non conoscevano per niente il racconto dell'infanzia di Gesu di Nazareth, che venne elaborato piu' tardi (1): la cittadina infatti non e' menzionata negli scritti degli storici e dei geografi prima del III secolo e il termine "Nazareno" deriva dall'ebraico "Nazir", che significa "puro", "consacrato a Dio"; (nell'Antico Testamento e' ben descritto il voto di Nazireato in Numeri 6,1-21 e in Giudici 13,1-7), percio' non si puo' escludere che il nome di Nazareth sia stato usato successivamente per giustificare un appellativo non piu' compreso dopo il distacco del Cristianesimo dal Giudaismo (10), o si tratto' di un trucco per dissociare il Messia paolino da quello nazoreo (4). Secondo Marcello Craveri "Nazareno" potrebbe anche derivare da "Natzar (segreto nascosto) o da "Nèzer" (ramo, rampollo della Casa di Davide?) o da "Nasayà (protetto da Dio), ma non certo da Nazareth che pare non esistesse nemmeno ai tempi di Gesu (11).Gli Ebioniti, la cui dottrina riusci ad estendersi fino alla Persia e ad essere nonostante tutto molto influente in Palestina e Siria, soppravvissero fino al IV secolo assimilando concezioni gnostiche (1).Molti insegnamenti nazareni furono recepiti dai Nestoriani, dalla Chiesa Celtica e da varie sette mediorientali (9). |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Settembre 2010 14:15 |


