| Gesà non spezza la canna rotta |
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| Scritto da Il Riformatore |
| Lunedì 03 Maggio 2010 12:39 |
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"Gesù non spezza la canna rotta" di Teresa Allerta supervisione del Riformatore
(isaia42:3) Facendo uno studio sul corredo di un pastore di pecore, mi sono soffermata sul flauto di canna che ogni pastore si costruiva e aveva sempre con se. Mi sono venute alla mente delle riflessioni spirituali sulla fragilità dell'uomo, mano a mano che leggevo i particolari di questo flauto, notavo che era costituito da due pezzi di canna svuotata, Per poterci riempire con il suo Spirito e la Sua vita, Dio ci deve prima svuotare, di tutte quelle cose che ci riempiono di noi stessi, il nostro orgoglio umano, la nostra dipendenza da noi stessi, la nostra vanità. Anche il flauto del pastore doveva essere prima svuotato, altrimenti non avrebbe potuto emettere alcun suono, non vi si sarebbe potuto soffiare dentro, se non lo si fosse svuotato. Così Dio non può soffiare in noi il suo Spirito di grazia e di misericordia, il suo Spirito di umiltà e mansuetudine, di amore, e non può far uscire alcuna melodia, alcun suono gradevole dal nostro cuore, dalla nostra vita, se non ci lasciamo continuamente svuotare da ogni impurità, peccato che facilmente può entrare dentro di noi e contaminarci. L'orgoglio può tornare ad annidarsi nel nostro cuore, la superbia, la vanità, sì perchè la nostra natura umana tende a corrompersi, seguendo le sue passioni ingannatrici, se non lasciamo dimorare costantemente in noi lo Spirito di Dio e non gli ubbidiamo, camminando e vivendo secondo i suoi desideri, sarà la nostra carne a comandarci e a condurci laddove essa vuole.
Vi erano due fori praticati nel flauto, da dove otturandoli con le dita si faceva si che il flauto producesse le note. Quei fori rappresentano l'opera dello Spirito Santo nel nostro carattere. Egli coi suoi modi a volte delicati, a volte più forti, cerca di “forarci”, plasmarci, formarci ad immagine di Cristo, attraverso le cose che ci fanno soffrire, per crocifiggere la nostra carne con i suoi desideri, per poter essere solo di Cristo. Si poteva eseguire attraverso quel flauto di canna, musica allegra (1 re 1:40) oppure musica triste (Geremia 48:36) poichè con la musica esprimiamo i nostri stati d'animo a Dio.
Per questo motivo il profeta scriveva (isaia 42:3) parlando del MESSIA, cioè di Cristo che Lui non avrebbe spezzato la canna rotta (matteo 12:20) con questo voleva farci capire che, contrariamente alla pratica comune del pastore, l'azione di Cristo, sarebbe stata quella di restaurare, di aggiustare, recuperare ciò che si era rotto, ciò che si era danneggiato,spezzato, delle vite umane, dei cuori lacerati,che per mezzo del dolore,della sofferenza, delle difficoltà e del peccato si sarebbero deteriorati, distrutti e spezzettati. Gesù invece di buttarci via e metterci da parte, venne a noi in quella condizione di debolezza e fragilità per rimetterci in piedi. Ci ha rinnovati, ci ha restaurati dentro da tutte le nostre ferite, per Lui non siamo mai da buttare via!! In Lui vi è sempre la speranza per poterci cambiare da una condizione di inutilità e di sfiducia, da una condizione di nullità ed impossibilità di fare alcun bene. Egli ci riporta, ad una condizione di operosità, di utilità, ci da valore, ci riabilita al suo servizio, per essere degni di stare al Suo cospetto, affinché il Suo meraviglioso nome sia glorificato in Eterno. Teresa Allerta |


