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Abitazioni capaci di avvertire gli abitanti dell'arrivo di un terremoto, di resistere alle scosse sismiche e persino di autoripararsi. In caso di terremoto i sensori potranno allertare gli abitanti della casa, e in caso di crollo saranno in grado anche di localizzare persone intrappolate tra le macerie. Il progetto si chiama ''Intelligent Safe and Secure Buildings'' (ISSB) ed e' varato dall'Unione Europea con il proposito di costruire case intelligenti. La tecnologia utilizzata si basa su nanopolimeri capaci di passare allo stato liquido se sottoposti a pressione. Una volta riempite le fessure provocate nei muri dal terremoto questo materiale solidifica, chiudendole. Il NanoManufacturing Institute (NMI), con sede presso l'Universita' di Leeds (Regno Unito), svolge un ruolo chiave all'interno di questo progetto da 14 Mio EUR, il cui obiettivo e' costruire, entro il dicembre 2010, la casa intelligente rigenerativa sul fianco di una montagna in Grecia.
Spiega Terry Wilkins, coordinatore del progetto e docente presso l'Istituto NMI: ''Il primo passo sara' costruire le mura portanti utilizzando il nuovo materiale, inoltre inseriremo nelle pareti dei sensori wireless capaci di acquisire dati sulla presenza di vibrazioni, ma anche di temperatura, umidita' e presenza di gas.''. Se l'esperimento andra' a buon fine, sara' possibile costruire in tutto il mondo case piu' resistenti ai terremoti in zone a rischio note per la loro attivita' sismica. Innanzi tutto nell'ambito del progetto si costruiranno i muri della casa con nuovi telai portanti in acciaio e pannelli in gesso ad alta resistenza. La seconda novita' sara' l'inserimento, all'interno di queste pareti, di sensori senza fili e senza batteria e di dispositivi di identificazione a radiofrequenza (radio frequency identity - RFID) grazie ai quali sara' possibile raccogliere grandi quantita' di dati sulle sollecitazioni e le vibrazioni, la temperatura, l'umidita' e i livelli di gas da cui e' interessato l'edificio. Se dovesse verificarsi un evento come un terremoto, la rete di sensori intelligenti avvisera' immediatamente i residenti, dando loro il tempo di fuggire e mettersi in salvo. Il professor Wilkins ha aggiunto: ''Se si costruissero interi quartieri in questo modo, sarebbe possibile utilizzare una piu' vasta rete di sensori per ottenere addirittura maggiori informazioni. Nel caso di un ipotetico crollo della casa, poi, avremo a disposizione apparecchi palmari in grado di individuare il punto delle macerie in cui si trovano i sensori integrati e ottenere cosi' informazioni sui motivi che hanno provocato il crollo della casa nonche' sulla presenza di eventuali persone; tali dispositivi possono cosi' diventare un potenziale mezzo di soccorso''.
Il dottor Roger Gregory, uno dei partner coinvolti in questo progetto potenzialmente in grado di salvare vite umane, ha dichiarato: ''L'istituto di Leeds e' all'avanguardia mondiale nella progettazione di reti senza fili per ambienti estremi e luoghi di difficile accesso. Se anche l'edificio crollasse completamente, i sensori permetterebbero comunque di individuare la causa che ne ha provocato la caduta.''. Conclude il professor Wilkins: '' Quando avremo messo a punto il progetto ottimale potremo iniziare rapidamente a produrre migliaia di litri di fluido di nanoparticelle, aggiungendo solo una minuscola percentuale alla miscela di gesso.''.
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Universita' di Leeds
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