| La boul dell'acqua calda |
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| Scritto da IlRiformatore |
| Mercoledì 05 Agosto 2009 15:12 |
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La Bottiglia di Acqua Calda pubblicato dal Riformatore Ecco una storia veramente bella sull’amore di Dio per i Suoi Figli… Questa storia, vera, è stata scritta da un dottore che lavora in Sud Africa. Una notte avevo lavorato duramente per aiutare una donna nella sala travaglio, e malgrado tutto ciò che avevamo potuto fare, lei è morta, lasciandoci un piccolo bambino prematuro ed una figlia di due anni che piangeva. Avremmo avuto delle difficoltà a tenere in vita il bambino, dato che non avevamo una incubatrice (perché non avevamo elettricità per mantenere una incubatrice). Non avevamo nemmeno delle particolari strutture per nutrire i bambini. Sebbene vivessimo sull’equatore, le notti spesso erano fredde con dei venti micidiali. Una delle nostre studentesse ostetriche cercò la scatola che usavamo per tali emergenze, ed il cotone col quale avvolgevamo il bambino. Un altro andò ad attizzare il fuoco ed a riempire una bottiglia di gomma di acqua calda. Ritornò dopo poco in confusione per dirmi che, nel riempire la bottiglia, era scoppiata (la gomma ha poca durata in un clima tropicale). E quella era la nostra ultima bottiglia di acqua calda! Come in occidente, non serve a niente piangere sul latte versato, e così nell’Africa Occidentale non serve piangere sulle bottiglie di acqua calda scoppiate. Non crescono sugli alberi, e non ci sono supermercati vicino ai sentieri della giungla. “Va bene”, ho detto, “mettete il bambino il più vicino possibile al fuoco, e dormite tra il bambino e la porta per evitare che sia vittima degli spifferi… Il vostro lavoro è di tenere il bambino al caldo.” A mezzogiorno del giorno dopo, come succedeva quasi tutti i giorni, sono andato a pregare con gli orfani del centro che volevano incontrarsi con me. Ho dato ai giovani diversi suggerimenti su cosa pregare, e detto loro del bambino. Ho spiegato il nostro problema sul tenerlo al caldo, e menzionato la bottiglia di acqua calda e che il bambino poteva facilmente morire se venisse esposto al freddo. Ho detto loro anche della sorellina di due anni, che piangeva perché aveva perso la madre. Durante le preghiere, una delle bambine di dieci anni, Ruth, pregò nel solito modo conciso dei nostri bambini africani. “Per favore, Dio,” disse, “mandaci una bottiglia di acqua calda. Non servirà domani; domani il bambino sarà morto, quindi per favore mandacela questo pomeriggio. ” Mentre io mi riprendevo dell’audacia della preghiera, lei ha aggiunto: “e già che ci sei, per favore manda una bambola alla sorellina di due anni, così lei saprà che Tu la ami veramente.” Spesso, quando pregano i bambini, mi trovo in imbarazzo. Potevo onestamente dire “amen” a quella preghiera? Io personalmente non credevo che Dio avrebbe risposto. Oh, sì, lo so che Lui può fare qualsiasi cosa, la Bibbia ce lo dice. Ma l’unico modo nel quale il Signore avesse potuto rispondere a quella preghiera sarebbe stato di mandare un pacco dalla mia patria… ed io ero stato in Africa da quasi quattro anni e non avevo ricevuto mai un pacco da casa! Ed in ogni caso, se qualcuno mi avesse mandato un pacco, chi mai avrebbe messo dentro una bottiglia di acqua calda – vivevo all’equatore! Ma durante il pomeriggio, mentre insegnavo nella scuola infermieri, mi mandarono un messaggio che c’era una macchina al cancello. Quando ci sono arrivato, la macchina era partita, e lì, sulla veranda, c’era un grosso pacco da undici chili. Ho sentito le lacrime salire… e non me la sentivo di aprire il pacco da solo, così ho mandato a chiamare i bambini dell’orfanatrofio. Assieme abbiamo tolto lo spago, sciogliendo i nodi con attenzione. Abbiamo piegato la carta, facendo attenzione a non strapparla. L’eccitazione era alta: circa quaranta paia di occhi erano fissi sul pacco di cartone, e da sopra ho cominciato a estrarre dei maglioncini di lana colorata… Gli occhi brillavano mentre li distribuivo… poi c’erano le bende per i pazienti lebbrosi, che per i bambini erano noiose… poi una scatola di uvetta e noci, che avrebbe fatto bene ai dolci del fine settimana… poi, misi la mano dentro ancora, e sentii – ma poteva essere vero? La tirai fuori, e sì, era una bottiglia di acqua calda di gomma nuova, e mi misi a piangere. Non avevo chiesto io a Dio di mandarla, e veramente non avevo nemmeno creduto che sarebbe arrivata. Ruth era in prima fila tra i bambini, e si fece avanti, dicendo: “Se Dio ci ha mandato la bottiglia di acqua calda, deve aver mandato anche la bambola!” E, frugando nel fondo della scatola, tirò fuori una piccola bambola, vestita in modo bellissimo, pronta come regalo. I suoi occhi brillavano, non aveva mai dubitato! Guardandomi, disse: “Posso portare la bambola alla bambina, così saprà che Dio la ama veramente?” Quel pacco era stato spedito cinque mesi prima. Inviato dalla mia vecchia classe di scuola domenicale, il cui monitore aveva sentito che io avrei avuto bisogno di una bottiglia di acqua calda – all’equatore! – ed una delle bambine aveva messo dentro anche una bambola per una bimba africana – cinque mesi prima! In risposta alla preghiera di una ragazzina di dieci anni che la chiedeva entro quel pomeriggio. “Prima che gridano, Io risponderò” dice Isaia 65:24, e questa incredibile preghiera durò meno di un minuto. Quando ricevete questa testimonianza, pregate nello stesso modo; è tutto ciò che dovete fare, senza nessun obbligo. La preghiera è uno dei migliori regali che possiamo fare l’uno all’altro, non ha costi ma dà tanti risultati. Continuiamo a pregare gli uni per gli altri! ©: JOHN PAUL JONES |


