Come evitare la seduzione spirituale degli ultimi tempi PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Webmaster   
Mercoledì 12 Novembre 2008 00:07


 

 

Samuel e Dorothée HATZAKORTZIAN sono i fondatori e i responsabili dell'opera missionaria COMPASSION. Hanno tre figlie ed un figlio e sono stati missionari in Africa dal 1965 al 1970. Nel 1978 hanno fondato l'opera missionaria Compassion.

Da numerosi anni fanno convegni, campagne di evangelizzazione e seminari per servitori di Dio e le loro consorti in diversi Paesi.

Sono anche autori di quattro libri molto conosciuti nei Paesi francofoni: “Il perdono come mezzo di liberazione”, “Le fondamenta di una famiglia stabile e felice”, “Realizzarsi in Cristo” e “L'adorazione, primo ministero del cristiano”. Alcuni di questi libri sono tradotti in diverse lingue.

Ogni anno pubblicano anche un libretto su diversi soggetti biblici molto importanti per ogni cristiano, il primo dei quali è “Come evitare la seduzione spirituale degli ultimi tempi”.

Le edizioni Compassion pubblicano ugualmente numerose cassette audio e video, relative ai loro convegni nei diversi Paesi. Presso la sede dell'opera missionaria, che si trova a Saint-Baldoph (vicino a Chambery, Francia), è possibile ricevere gratuitamente il catalogo delle loro produzioni insieme ad una documentazione di questa opera.

Introduzione

Il presente studio sulla “seduzione spirituale degli ultimi tempi” ha come obiettivo quello di aiutare i cristiani ad avere più “discernimento” all'interno della grande confusione spirituale e dottrinale che regna oggi in molte chiese. In realtà nessuno può ignorare che stiamo vivendo attualmente i tempi pericolosi profetizzati nella Bibbia. Questi precedono il ritorno imminente del nostro Signore Gesù Cristo per prendere i suoi ed introdurli nella gloria celeste (2 Tim. 3: 1).

Per ciò che concerne i falsi profeti, i falsi cristi e i seduttori degli ultimi tempi, la Parola di Dio contiene un gran numero di avvertimenti, molti dei quali vengono da Gesù stesso.

Secondo il Signore la seduzione spirituale sarà la prima caratteristica dei tempi della fine. Nella sua enumerazione dei diversi segni, notiamo che Gesù comincia dicendo: “state attenti che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome dicendo: sono io il cristo. E sedurranno molte persone. (Matteo 24: 24). Il cristiano non ne è affatto escluso poiché Paolo avverte i cristiani di Corinto dicendo: “allo stesso modo in cui il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, temo che le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza rispetto a Cristo. Poiché se qualcuno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un altro evangelo (un Vangelo diverso) da quello che avete accettato, voi lo accogliete molto volentieri” (2 Cor. 11: 3,4). La seduzione spirituale è la più subdola delle seduzioni, poiché la potenza di Satana si colloca esattamente in questo campo. Senza rendercene conto stiamo credendo in qualcosa che non è vero. Ricordiamoci che proprio la seduzione sarà lo spirito degli ultimi tempi!

Non dimentichiamoci che la seduzione spirituale è la più terribile delle schiavitù e la trappola dalla quale è più difficile liberarsi. Non è forse proprio al riguardo della seduzione spirituale e intellettuale che qualcuno ha detto: “Voi non sapete di non sapere”?!

Nessuno è al riparo dalla seduzione; colui che crede di esserlo definitivamente è già sedotto! E' davvero sorprendente notare l'astuzia di Satana parallelamente all'ingenuità di molti cristiani su questo soggetto. Se esiste un'epoca nella quale abbiamo tutti più che mai bisogno di avere il “discernimento spirituale”, è proprio la nostra.

Già l'apostolo Paolo, come vero pastore e sentinella cosciente delle proprie responsabilità davanti a Dio, avvertiva in modo solenne i primi cristiani.

E' evidente che le sue parole – oggi più che mai – sono indirizzate anche a noi, cristiani degli ultimi tempi. Paolo ci esorta quindi a “pervenire allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo, affinché non siamo più dei bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, attraverso l'inganno degli uomini, con la loro astuzia nei loro mezzi di seduzione, ma che professando la verità nella carità, noi cresciamo in ogni cosa verso Colui che è il capo, cioè il Cristo” (Ef: 4: 13,15).

La seduzione spirituale è una contraffazione della verità. Del resto la contraffazione di un oggetto viene sempre fatta in modo tale che assomigli il più possibile all'originale, e proprio qui risiede il suo potere seduttore. La seduzione spirituale non fa eccezioni. Essa esige perciò da parte nostra, un esame estremamente attento e serio affinché la sua vera natura venga messa a nudo.

E' dunque importante apprendere una lezione sul pericolo mortale che rappresentano coloro che insegnano la sana dottrina ma la mischiano a delle gravi eresie! Si dice che il veleno del serpente sia composto per l'80% di proteine. Benché abbiamo tutti bisogno di una quantità giornaliera di questa sostanza nutritiva per avere una buona salute fisica, ciò non significa che il veleno del serpente sia per noi una buona fonte di proteine. Niente affatto! Il veleno rimarrà sempre un veleno! Allo stesso modo, coloro che insegnano una buona porzione di verità, ma tuttavia la mischiano a delle gravi eresie, sono i più pericolosi e i più seduttori dei falsi dottori e dei falsi profeti.

Se questo genere di inganno non viene smascherato e rigettato, avrà delle conseguenze terribilmente pericolose sulla nostra fede. I suoi frutti amari sono purtroppo legioni: cecità spirituale, confusione, illusione, discordie, divisioni, orgoglio spirituale, dominio, spirito di superiorità, disprezzo per gli altri, esperienze e rivelazioni extra-bibliche, manipolazione dei deboli, false dottrine e dottrine di demoni.

Molti obietteranno che queste cose dovrebbero essere viste e corrette in privato e non pubblicamente, secondo Matteo 18. Ma essi dimenticano che questi versetti – troppo spesso letti alla leggera – riguardano l'offesa che un fratello ha commesso verso un altro fratello. Questo passaggio non riguarda né le false dottrine, né le false esperienze che la Parola di Dio ci esorta, al contrario, a denunciare “pubblicamente”, poiché sono state insegnate “pubblicamente” (1 Tim. 1: 3,4). Le false dottrine e le esperienze extra-bibliche predicate oggi, distruggono la “vera fede” di molti cristiani; perciò è urgente che esse siano corrette pubblicamente, e ciò è perfettamente biblico. Lo stesso apostolo Paolo non ha forse ripreso Pietro (Gal. 2: 11,14), Alessandro il fabbro (2 Tim. 4: 14,15), Imeneo e Fileto (2 Tim. 2: 17,18)?! L'apostolo Giovanni ha ripreso – anche lui – Diotrefe (3 Giov. 9,10) e questi sono solo alcuni degli esempi biblici di correzioni pubbliche.

Nel contesto in cui viviamo oggi, con è confortante sapere che una delle più grandi benedizioni della Chiesa è proprio la sua capacità di discernere la verità dall'errore secondo Ebrei 5:14?! Essa sarà in grado di farlo solo confrontando ogni nuova dottrina, rivelazione o esperienza alla luce della Bibbia, unica base della nostra fede.

Il presente libretto è il primo di una serie intitolata “L'amore per la verità”. Essi recano messaggi semplici, ma altrettanto importanti, sulle verità fondamentali della fede cristiana così trascurate ai giorni nostri, e su soggetti di attualità nella Chiesa concernenti i cristiani degli ultimi tempi. Questi messaggi vi aiuteranno anche a crescere nel discernimento, sempre più indispensabile.

In questo periodo di confusione e di apostasia – che andrà ad accentuarsi sempre di più e annuncerà il ritorno imminente del nostro Signore – quanto è urgente prestare attenzione all'esortazione alla fedeltà che l'apostolo Paolo rivolge a Timoteo. La sua preoccupazione era che il suo ministero e quello dei suoi collaboratori incontrassero la piena approvazione divina. “Attieniti con fede e con l'amore che è in Cristo Gesù al modello delle sane parole che udisti da me. Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi”. Ed aggiunge: “e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale ad uomini fedeli, i quali siano capaci d'insegnarle anche ad altri” (2 Tim. 1: 13,14 - 2: 2).

L'amore per la verità e l'amore per i nostri fratelli sono gli unici motivi che ci spingono a pubblicare il presente studio. Che esso possa essere una sorgente di luce e di edificazione per molti lettori.

1. Una minaccia sul mondo evangelico

L' impatto di quella che viene comunemente chiamata la “benedizione di Toronto”, o il “vino nuovo”, o anche “l'ebbrezza dello spirito”, si è sparso a macchia d'olio in questi ultimi tempi, in diversi Paesi del mondo. Si sente parlare di congressi duranti i quali si manifesta il “santo ridere” e molte altre manifestazioni isteriche, bizzarre ed extra-bibliche.

Siamo tutti chiamati, in un modo o nell'altro, a confrontarci con questa sfida. Per quanto concerne questo cosiddetto “risveglio” ci dobbiamo porre la seguente domanda : non stiamo forse vedendo degli spiriti seduttori all'opera nella Chiesa?

Sul periodico inglese “Prophecy Today” (marzo 1995) viene riportato un articolo riguardante una “conferenza di pastori”, tenutasi in Inghilterra nel mese di gennaio dello stesso anno per esaminare il “fenomeno di Toronto”. Durante questa pastorale i presenti hanno concluso che si trovavano in effetti di fronte ad un inquietante “miscuglio” di esperienze spirituali.

Certo, alcuni oratori hanno qualche buona testimonianza di benedizione, poiché il Signore benedice il suo popolo malgrado la “benedizione di Toronto”, ma non attraverso di essa.

Tuttavia vi sono numerosi segni molto inquietanti di contraffazione spirituale e di manifestazioni psichiche, che provocano una grande confusione e rappresentano una minaccia molto seria di divisione all'interno delle chiese.

La maggior parte della pastorale si è consacrata ad esaminare le dottrine e le esperienze degli ultimi venticinque anni, alcune delle quali ci hanno condotto, purtroppo alla situazione attuale.

Questi pastori hanno esaminato i rapporti di diversi servitori di Dio che hanno assistito personalmente, a Wembley in Inghilterra (nel dicembre 1994), alle riunioni tenute da Rodney Howard-Browne (il propagatore del fenomeno dell' “ondata di risate”, o “vino nuovo” il quale nega la divinità di Gesù). Tutti erano gravemente preoccupati rispetto a ciò che avevano visto.

La storia del movimento carismatico

In questi ultimi anni, soprattutto in Inghilterra, è stata messa una pressione sempre più forte su alcuni leaders carismatici. Era stata promessa loro più potenza e autorità sulle nazioni e tutto ciò accompagnato da false profezie che non si sono del resto mai realizzate.

Per arginare questa marea di disillusioni e per evitare la diserzione delle masse, bisognava fare delle nuove promesse e generare una nuova ondata di entusiasmo. La “benedizione di Toronto” è in realtà una delle ultime di queste ondate. Essa insegna che non bisogna discutere né fare appello alla nostra ragione per esaminare ciò che avviene oggi, ma che dobbiamo solo ricevere favorevolmente queste nuove forme di manifestazioni spirituali. Un tale insegnamento è molto pericoloso ed espone i cristiani a qualsiasi forma di seduzione spirituale.

Una falsa interpretazione delle Scritture

I partecipanti alla conferenza, prendendo in esame gli ultimi venticinque anni, hanno espresso inoltre, la loro profonda inquietudine per ciò che riguarda il fatto evidente, che il movimento carismatico si sta allontanando, poco a poco, dal fondamento biblico. L'accento del loro insegnamento e delle loro pratiche è sempre più orientato sull'esperienza.

Mentre nella dottrina evangelica tradizionale, l'insegnamento e la pratica scaturiscono dallo studio delle Scritture, in molte chiese di oggi questo processo viene letteralmente capovolto. Si inizia facendo delle esperienze e poi ci si mette a cercare dei versetti nella Parola di Dio per tentare di giustificare ciò che si è sperimentato, anche quando si tratta di fenomeni strani ed extra-biblici. Con una tale procedura, si abusa delle Scritture, se ne cambia il senso, se ne dà una falsa interpretazione, e questo ci conduce inevitabilmente a delle gravi eresie.

Il motivo per cui, in moltissime chiese vengono accettate così facilmente delle dottrine e delle esperienze contrarie alle Scritture, è perché la conoscenza biblica dei cristiani è insufficiente e trascurata.

Pastori che hanno fallito nel loro compito

Molti pastori hanno fallito nel loro compito di nutrire le pecore e di proteggere il gregge. Per questo motivo sono riusciti ad infiltrarsi fra loro dei falsi pastori e dei falsi dottori. I responsabili di molte chiese, purtroppo, li hanno accolti e accettati cordialmente, rendendosi così colpevoli dello sviamento dottrinale dello loro pecore.

La sana dottrina biblica è stata abbandonata a profitto di una pericolosa forma di esperienza spirituale e fisica. Questi dirigenti, nel loro desiderio di vedere l'adempimento di profezie scaturite da una interpretazione erronea delle Scritture, hanno fatto ricorso ad ogni sorta di fenomeni spirituali o psichici per attrarre le folle e soddisfare i cristiani.

Una sana conoscenza biblica li avrebbe preservati da molti errori e dalla confusione. Il bisogno più grande del popolo di Dio all'ora attuale, è sicuramente quello di ritornare alle Scritture.

Un pericolo di corruzione all'interno della Chiesa

La Pastorale ha dunque considerato che la crisi attuale costituisce una grande minaccia per il futuro del mondo evangelico. Tale minaccia è molto più grave di quella dell'insegnamento della teologia liberale, poiché la corruzione interna è sempre più pericolosa, per la disintegrazione di un movimento, di tutti gli attacchi provenienti dall'esterno.

Per questo la Conferenza si è augurata, nel complesso, di attirare l'attenzione di tutti i pastori e i servitori di Dio sulla gravità della situazione attuale e sull'urgenza di una presa di posizione alfine di evitare un disastro maggiore nel mondo evangelico. E' dunque urgente che siano effettuate delle prese di posizione coraggiose. E' davvero urgente!

Che possiamo rispondere tutti affermativamente a questo appello pressante e solenne!

2. Analisi di una seduzione spirituale

Alfine di rendere più pratico questo studio sulla “seduzione spirituale”, nel secondo e nel terzo capitolo, esamineremo brevemente il fenomeno di “Toronto”- comunemente chiamato anche “vino nuovo”- di cui abbiamo già parlato nel capitolo precedente. E' molto importante poter trarne delle lezioni e dei principi spirituali per la nostra vita cristiana. Saremo così in grado di discernere anche altri errori o deviazioni di ogni genere, ai quali dovremo far fronte, presto o tardi nei tempi della fine. Quanto è vero il proverbio popolare che dice “uomo avvisato è mezzo salvato”!

Vedremo quanto è vitale saper discernere l'errore e la seduzione, nel caso specifico quella che viene chiamata la “benedizione di Toronto”. Se non giungeremo ad avere il discernimento, soccomberemo di nuovo alla prossima ondata di eresie e di manifestazioni non bibliche che sopraggiungerà nella Chiesa. Dobbiamo realizzare che negli ultimi tempi la seduzione spirituale si accentuerà sempre più ed è indispensabile quindi che ci prepariamo a farle fronte (2 Tim. 3: 13).

Quali sono dunque i principali errori di questo movimento?

In questo capitolo ne menzioneremo quattro, gli altri li considereremo nel capitolo seguente. Tali eresie dovrebbero scatenare immediatamente in noi un segnale di allarme.

PRIMA ERESIA: viene predicato “un altro Gesù”

Occorre sapere, prima di tutto, che il predicatore Rodney Howard-Browne, fondatore e principale propagatore di questa “ondata di risate”, ha – lui per primo – un concetto sbagliato della persona di Gesù. Ed è sicuramente proprio questa, la parte più pervertita e più pericolosa della sua teologia. Molti servitori di Dio e molti cristiani, volontariamente o involontariamente, lo ignorano. L'autore cristiano Richard Fisher, sulla rivista americana “Personal Freedom Outreach” (numero di ottobre/dicembre 1994), rivela ciò che pensa R. Howard-Browne di Gesù : “Il suo modo di concepire Gesù – scrive – è il colmo dei colmi! Egli considera Gesù come un profeta che ha lasciato la Sua divinità nel cielo, mentre la dottrina cristiana, attraverso il secoli, ha sempre affermato che sulla terra Gesù era perfettamente DIO e perfettamente UOMO.

Howard-Browne, nel suo libro “The Touch of God” scrive: “Tutto ciò che Gesù ha compiuto quaggiù, non l'ha fatto come Figlio di Dio, ma come uomo”. Secondo lui “la Bibbia dice che Gesù ha messo da parte il mantello regale della sua divinità e quando era sulla terra agiva come un profeta sotto l'alleanza di Abramo”.

L'autore dell'articolo prosegue dicendo: “in quale parte la Bibbia dice che Gesù ha messo da parte il mantello regale della Sua divinità? E' assolutamente inammissibile ed estremamente grave. Le numerose sètte e religioni non credono anch'esse in Gesù come un profeta? Non è forse infinitamente abominevole che questa eresia sia insegnata anche da un predicatore “cristiano”? Rodney Howard-Browne, non dà nessun versetto biblico come referenza mentre afferma queste cose, nonostante la sua dichiarazione: “La Bibbia dice...”

Egli afferma anche: “Gesù non poteva compiere miracoli senza l'unzione dello Spirito Santo che era su di lui” (The Touch of God, pagina 14). Ciò vorrebbe dire che lo Spirito Santo sarebbe più potente di Gesù e che Gesù sarebbe inferiore allo Spirito Santo. E' tutto il suo concetto sulla Trinità che è erroneo. Al contrario, è biblico considerare le tre Persone della trinità che operano insieme in una perfetta uguaglianza e armonia.

La prima persona a suggerire che Gesù aveva messo da parte la Sua divinità, fu il teologo liberale e razionalista Johan Sembler nel XVIII secolo. Egli suggerì che il kenosis (spogliamento in greco) di Gesù in Filippesi 2: 7, fu un abbandono completo della Sua divinità. Ciò è assolutamente falso, poiché la divinità di Gesù Cristo è potentemente manifestata durante tutto il suo ministero sulla terra. Possiamo constatarla molto chiaramente sia nei suoi miracoli che nelle sue dichiarazioni. Egli ci ha rivelato la Sua divinità sulla montagna della trasfigurazione. E' evidente perciò che Egli non ha mai abbandonato nel cielo la Sua divinità. Sembler e Howard-Browne hanno torto entrambi. Gesù si è spogliato della “gloria” della Sua divinità, giammai della Sua divinità stessa!

Il teologo evangelico Charles Ryrie ci fornisce una chiara comprensione del passaggio di Filippesi 2: 7 con le seguenti parole: “Il kenosis (parola greca per spogliamento) di Cristo durante la Sua incarnazione, non significa che Egli ha abbandonato nessuno degli attributi della Sua divinità, ma che ha preso su di sé le limitazioni dell'umanità. Ciò include il fatto di velare la gloria che Egli aveva prima della Sua incarnazione (Giov. 17: 5) e di rinunciare volontariamente ad alcune delle sue prerogative divine, durante il Suo soggiorno sulla terra” (The Ryrie Study Bible, pagina 354).

Il dizionario teologico Baker dà la seguente spiegazione: “Gesù Cristo possedeva, nel senso più stretto e completo – in virtù della sua divinità – l'esistenza e gli attributi della natura divina; allo stesso modo, nella Sua incarnazione possedeva anche l'essenza e gli attributi della natura umana, da cui deriva la formulazione seguente: una Persona e due nature, o due nature e una Persona” (pagina 373).

E' a questo proposito che Gesù ha dichiarato: “In verità, in verità vi dico, prima che Abramo fosse, io sono” (Giov. 8: 58).

Richard Fisher, in un suo articolo, scrive ugualmente che R. Howard-Browne limita il Cristo anche nei cinque ministeri di Efesini 4, dicendo che Gesù era apostolo, profeta, evangelista, pastore e dottore (The Touch of God, capitolo 4). E' vero che Gesù esercitava tutti questi ministeri, ma Egli era ancora infinitamente di più. Non possiamo dunque limitare Gesù a queste cinque funzioni. Egli era ed è Dio incarnato. Egli era ed è Sacrificatore, Re, Salvatore e ancora, e ancora... L'Iddio incarnato non può essere limitato a cinque ministeri. Efesini 4 parla di uomini qualificati nella Chiesa, ma certamente non di Gesù Cristo. E' proprio limitando il Cristo in questo modo che ci costruiamo un “falso Cristo”.

Alcuni responsabili cristiani, favorevoli al movimento di Toronto, obietteranno che loro stessi non credono all'eresia di R. Howard-Browne. In tal caso non è questo un motivo sufficiente per rigettarla apertamente e per non dare alcuna garanzia a questo “movimento” la cui origine è nefasta e antiscritturale?

Cosa ne facciamo allora dei seri avvertimenti con le temibili conseguenze che ne derivano per la nostra vita spirituale, allorché l'apostolo Giovanni ci parla dei falsi dottori e di coloro che collaborano con loro: “Poiché molti seduttori sono sorti nel mondo, i quali non confessano che Gesù è venuto nella carne. Questo è il seduttore e l'Anticristo. State in guardia, affinché non perdiate il frutto del vostro lavoro ma che riceviate una piena ricompensa. Chiunque si svia e non dimora nella dottrina di Cristo non ha Dio; colui che dimora in questa dottrina ha il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene a voi e non vi porta questa dottrina, non lo accogliete in casa vostra e non ditegli: salve! Poiché chi gli dice: salve! partecipa alle sue cattive opere” (2 Giov. 7: 11).

Queste esortazioni dell'apostolo Giovanni, ispirate dallo Spirito Santo, rappresentano un'offesa per molti pastori e cristiani nella Chiesa di oggi. Essi considerano che queste ammonizioni mancano di amore e di unità. Tuttavia queste istruzioni sembreranno false soltanto a coloro che non manifestano interesse per la gloria di Cristo, l'autorità finale della Parola di Dio, la protezione del cristiano e il suo discernimento spirituale.

L'autore cristiano Warren W. Wiersbe, nel suo commentario biblico (The Bible Exposition Commentary, pagina 537), riguardo al testo biblico che abbiamo menzionato, dà la seguente spiegazione e il solenne avvertimento: “Questi seduttori sono anche degli “anticristo”. Il prefisso greco anti significa allo stesso tempo “al posto di” e “contro”. Questi dottori sono contro Cristo perché rinnegano che Egli è veramente Dio manifestato in carne, e non solo rinnegano questo, ma portano ai loro convertiti un “altro Cristo” che non è affatto quello della fede cristiana. La prima domanda che dovete sempre fare ad un insegnante (dottore), predicatore, o pastore è la seguente: “Cosa pensa di Cristo? Egli è Dio manifestato in carne?” Se esita o rinnega che Gesù è DIO manifestato in carne, allora potete essere sicuri di trovarvi in presenza di un falso “dottore”.

La conclusione, leggendo questo passaggio biblico, è chiara ed evidente. Tutti coloro che non confessano che sulla terra Gesù era perfettamente Dio e perfettamente Uomo, sono dei falsi dottori.

Nel Nuovo Testamento Gesù, a più riprese, è chiamato Dio. Prendiamo solo alcuni testi. Egli è chiamato Emmanuele, che significa “Dio con noi” (Matteo 1: 23). Tommaso ha chiamato Gesù Cristo: “mio Signore e mio Dio” (Giov. 20: 28). Paolo dichiara che: “Gesù Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Col. 2: 9) e che Egli è Dio, benedetto eternamente (Rom. 9: 5). Giovanni afferma che Gesù Cristo è il vero Dio e la vita eterna (1 Giov. 5: 20), ecc.

Ma torniamo a Howard-Browne. Come potrebbe un predicatore come lui, con un tale falso concetto su Gesù, essere uno strumento nelle mani dello Spirito Santo e un canale di benedizione per il popolo di Dio? Il ministero dello Spirito Santo non é proprio quello di glorificare Gesù e di condurci in tutta la verità?! (Giov. 16:13,15). Lo Spirito Santo, che è lo Spirito della Verità, potrebbe fare un simile compromesso con la menzogna e ignorare una tale eresia? Non è stato inviato per convincerci di peccato, di giustizia e di giudizio? (Giov. 16 :8,11). Credere che Egli dia poca importanza a queste cose, significa non conoscerlo, offenderlo, abbassarlo e denigrarlo gravemente.

Lo Spirito di Dio non utilizza un predicatore che nega la divinità di Gesù quando era sulla terra. Questa evidenza, secondo le Scritture è incontestabile. E' ancora più improbabile che un uomo simile sia utilizzato dal Signore per essere uno strumento di risveglio nella Chiesa. Di conseguenza, se non è lo Spirito Santo che agisce attraverso di lui, non può che essere l'opera di spiriti seduttori che cercano di ingannare e di sviare i cristiani! Come dobbiamo vegliare!

SECONDA ERESIA: La Parola di Dio è disonorata

Ecco, ad esempio, come Howard-Browne descrive ciò che è avvenuto in una università cristiana negli Stati Uniti d'America. “Una sera, mentre stavo predicando sull'inferno, ad un certo punto tutta l'assemblea di quella sala è scoppiata a ridere. Più che spiegavo a cosa assomiglia l'inferno, più i cristiani ridevano.

E' esattamente Satana che ride quando si parla dell'inferno, non certo il Signore Gesù. Al contrario ogni Sua dichiarazione sul soggetto non fa ridere proprio per niente. Invece quando predica Howard-Browne, i cristiani si mettono a ridere senza alcun motivo; questo porta spesso a gettare discredito sulla Parola di Dio annunciata. In questo modo tutta la riunione è perturbata. Il ministero dello Spirito Santo non è forse, prima di tutto, quello di onorare e rispettare la Parola di Dio?

In Inghilterra, ad esempio, alcuni cristiani si mettono a ridere in maniera incontrollabile proprio al momento in cui viene servita la Santa Cena. Il momento più solenne di una riunione cristiana viene pervertito con le più egoistiche e disordinate manifestazioni.

L'insegnamento del Signore oggi, in molti di questi ambienti, viene sostituito con ogni sorta di nuove rivelazioni e con manifestazioni irrazionali contrarie alle Scritture.

E' mai possibile che lo Spirito Santo possa fare delle cose simili? Il Suo ministero non è quello di insegnarci la verità, di convincerci, di correggerci e di istruirci, affinché siamo preparati a compiere tutte le opere buone? (2 Tim. 3). Inoltre essendo Lui l'autore delle Scritture, non potrà mai spingerci a fare delle cose contrarie alle stesse Scritture. Non potrà neppure darci delle rivelazioni complementari in contraddizione con ciò che Egli stesso ha ispirato. Al contrario, più saremo riempiti di Spirito Santo, più rispetteremo e saremo sottomessi alle Scritture. E più rispetteremo e saremo sottomessi alle Scritture, più saremo riempiti dello Spirito Santo.

TERZA ERESIA: Un metodo errato d'interpretazione biblica

Il movimento di Toronto non si diffonde attraverso una predicazione biblica fedele, come vediamo negli Atti degli Apostoli (Atti 12: 24), ma tramite l'intermediazione di riunioni e testimonianze contenenti pochissimo insegnamento. E quando ve ne è si tratta spesso soltanto di metafore e di simboli. Molti dei loro discorsi sono quasi interamente basati su degli aneddoti e su delle esperienze. Il metodo d'interpretazione usato, spesse volte, non è letterale ma “allegorico”, cioè vengono “spiritualizzati” i testi per permettere all'oratore di dire ciò che vuole. E' stato Origene (uno dei padri della Chiesa) che, negli anni 185 – 255 d.C., profondamente influenzato dalla filosofia pagana greca del suo tempo, ha sviluppato questo falso metodo d'interpretazione biblica del testo (cosiddetta allegorica) a scapito di quella letterale. Egli dice, ad esempio, che il regno di Cristo di 1000 anni (chiamato millennio) è divenuto un regno “spirituale” nel cuore del credente, mentre in verità questo regno sarà effettivamente un regno di 1000 anni sulla terra (Apoc. 20: 1,10).

Agostino, nel suo libro “La città di Dio”, sviluppa anch'egli lo stesso pensiero: egli dice che stiamo vivendo adesso nel millennio, che Satana è legato e che questa realtà deve essere compresa come tale lungo tutta la storia della Chiesa. Egli afferma anche, che il fatto che Satana sia legato per mille anni deve portarci a credere che non è più in grado di sedurre la Chiesa.

Ecco dove arriviamo quando cominciamo a praticare tali metodi d'interpretazione. Essi sono, in modo evidente, una porta aperta a tutte le eresie, le seduzioni e le interpretazioni fantasiose. Ciò non significa che non dobbiamo mai usare questo metodo, ma che, ogni dottrina il cui unico fondamento è l'allegoria, dovrebbe immediatamente essere rigettata. Quando Dio parla lo fa chiaramente e letteralmente. Il significato preciso di un passaggio delle Scritture deve essere accettato semplicemente come tale e non essere interpretato allegoricamente. La Bibbia non è stata scritta in modo simbolico. Gesù non ha forse detto: “Ti glorifico Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai saggi e agli intellettuali e le hai rivelate ai piccoli. Si, Padre, perché così ti è piaciuto”?! (Luca 10: 21).

Il movimento di “Toronto” o “vino nuovo” utilizza ancora un altro metodo, chiamato “interpretazione selettiva”, ciò significa: accettare i passaggi biblici che ci servono e ignorare tutti quelli che ci disturbano. E' quello che fanno anche molte sètte. In riferimento a questo genere di interpretazione, un servitore di Dio ha giudiziosamente dichiarato: “se nell'Evangelo credete ciò che volete, e rigettate ciò che non volete, voi non credete nell'Evangelo, ma in voi stessi”. Che avvertimento solenne! Vi è dunque un'interpretazione biblica sbagliata alla base di numerose deviazioni spirituali all'interno di questo movimento.

Il riformatore Martin Lutero ha detto: “il migliore insegnamento biblico non è quello che dà il senso alle Scritture, ma quello che riceve il senso del suo insegnamento dalle Scritture”. Il riformatore Jean Huss, morto martire in un rogo nel 1415, ha dichiarato queste parole straordinarie: “cercate la verità, ascoltate la verità, imparate la verità, amate la verità e difendete la verità fino alla morte”. Che esortazione!

Non dimentichiamoci che tutti i riformatori sono stati degli strumenti potenti utilizzati dallo Spirito Santo, proprio perché avevano una sola parola d'ordine: “Sola Scriptura”, ovvero: “Soltanto le Scritture”.

Il famoso missionario americano Adoniram Judson, combattendo l'apostasia e il liberalismo della sua epoca che denigrava l'autorità finale delle Scritture, dichiarava molto giustamente: “dobbiamo interpretare la Bibbia letteralmente, a meno che nel contesto sia esplicitamente indicato che dobbiamo comprendere quel testo in modo figurativo”.

Lo Spirito Santo onorerà sempre la Parola di Dio e non la contraddirà mai poiché è Lui che l'ha ispirata. Egli non porterà mai delle nuove rivelazioni e delle esperienze per aggiungerle ad essa, poiché questa ci proibisce di andare oltre a ciò che è scritto (Apoc.22: 18,19). La Parola di Dio rimane la spada dello Spirito che ci permetterà di discernere sempre le astuzie del diavolo e di camminare di vittoria in vittoria, in modo tale da essere interamente accettevoli al Signore (Ef. 6: 17 – Matteo 4: 1,11).

QUARTA ERESIA: Una comprensione erronea del ministero dello Spirito Santo

E' molto importante che i nostri lettori sappiano che l'esperienza del predicatore Rodney Howard-Browne, riportata di seguito, è stata il punto di partenza di tutto il movimento chiamato “ondata di risate di Toronto”. Essa, rivela l'origine della seduzione all'opera in questo movimento. Un pastore inglese Stephen Sizer, nel suo opuscolo intitolato “La benedizione di Toronto”, parla proprio di questa esperienza. Howard-Browne ammette, senza ambiguità, che la sua relazione con Dio è tale che è in grado di darGli degli ordini. Il suddetto Howard-Browne spiega che durante la sua “crisi spirituale” del 1979, ha pregato nel modo seguente: “o sei Tu che scendi qui, o sono io che salgo lassù per toccarti...”. Egli pretende di aver improvvisamente sentito, in quello stesso istante, come se tutto il suo corpo fosse in fiamme, ed è allora che si è messo a ridere in modo completamente incontrollabile. Ed aggiunge: “era come se fossi connesso ad una presa elettrica celeste. Da quel momento il mio unico desiderio è quello di percorrere il mondo per connettere tutti i cristiani a questa stessa sorgente”.

O sei Tu che scendi qui, o sono io che salgo lassù per toccarti...”. Come può una preghiera così pretenziosa e anti-scritturale avere l'approvazione dello Spirito Santo? E' assolutamente impossibile! La sua attitudine irriverente nei confronti di Dio, con gli ordini che lui stesso da a Dio, ci lascia scioccati! Non è lui che è al servizio di Dio, ma è Dio che è al suo servizio. Che arroganza!

La preghiera di Gesù a suo Padre è sempre stata: “non la mia volontà, ma la Tua volontà” (Luca 22: 42). Gesù non ha forse detto: “chiunque si innalza sarà abbassato e chiunque si abbassa sarà innalzato”?! (Luca 18:14). Che contrasto fra il comportamento del Maestro e quello del suo “discepolo”!

Il predicatore Howard-Browne, pretende dunque di essere riuscito a captare “l'energia elettrica celeste”. Molti conduttori spirituali favorevoli a questo tipo di rinnovamento, sono stupiti di come quest'uomo riesce a comunicare “la potenza dello Spirito Santo”. L'interpretazione che lui stesso dà del suo ministero è la seguente: egli pretende di essere il “barman dello Spirito Santo” che funziona come un “canale spirituale” attraverso il quale la presenza dello Spirito Santo si definisce come una “energia elettrica” di alta tensione. Ora, secondo la Bibbia, questa prerogativa di spandere lo Spirito di Dio, non è stata data a Gesù e a Lui soltanto?! (Atti 2: 33).

Howard-Browne ha lo stesso concetto della potenza spirituale di alcuni predicatori degli anni 1940, come Norman Vincent Peal (il padre del pensiero positivo) e Peter Marshall. Questi uomini insegnavano infatti che i cristiani possono connettersi all'unzione dello Spirito Santo come ad una sorgente di energia elettrica spirituale. Il fatto di ridurre questa Persona divina a una “grande potenza”, ricorda in modo netto i propositi di Simone il mago che, anche lui, aveva questo stesso concetto erroneo (Atti 8: 9,25).

Ma ritorniamo alla Parola di Dio! Essa ci insegna categoricamente che lo Spirito Santo è una Persona, che è Dio e possiede una volontà sovrana. Egli non è una forza impersonale che può essere trasmessa o controllata. Credere che lo Spirito di Dio è una potenza che noi possiamo manipolare, soffiare o imporre sugli altri, è un'eresia.

Alcuni cristiani, davanti ai “poteri” manifestati da Howard-Browne, si mettono a tremare, cadono ai suoi piedi, presentano convulsioni e risate incontrollabili. Mentre le Scritture ci insegnano che uno dei frutti che conferma la presenza dello Spirito Santo è il “controllo di sé” (Galati 5: 22,23). Esse ci esortano dicendo anche che tutto venga fatto con decoro e con ordine (1 Cor. 14: 40).

Nella Bibbia non troviamo nessun “dono” relativo ad uno spirito di risate: la gioia cristiana è un profondo sentimento interiore di pace e di sicurezza, che non ha niente a vedere con le esplosioni isteriche che vediamo attualmente.

Un altro grave errore, riguardo allo Spirito Santo all'interno di questo movimento, è la nuova mania di pregarLo. Questa pratica – così frequente in certi ambienti – che consiste nel chiamare lo Spirito Santo invocandolo: “vieni, Santo Spirito”, non ha assolutamente alcuna giustificazione biblica. La nostra preghiera deve essere indirizzata solo al Padre attraverso il Figlio o al Figlio direttamente (Giov. 14: 6 – Atti 7: 59); questo è l'insegnamento di tutto il Nuovo Testamento. Gesù stesso e anche gli apostoli non hanno mai fatto delle richieste o delle preghiere allo Spirito Santo.

Finché manteniamo gli occhi fissati su Gesù e tutta la nostra attenzione è orientata verso di Lui, siamo al sicuro. Ma se chiediamo allo Spirito Santo di scendere in mezzo a noi, la risposta può venire da tutt'altra parte. Le manifestazioni possono essere spettacolari, ma contraffatte. Gli avvertimenti di Gesù a questo riguardo si trovano in Matteo 7: 15,23 e in Matteo 24.

Questa pratica pericolosa e anti-scritturale di pregare lo Spirito Santo viene usata correntemente negli ambienti che si rifanno alla dottrina di “Toronto” o “vino nuovo”. Ecco la testimonianza di un pastore, il quale racconta ciò che ha visto durante una riunione:

Al momento in cui inizia la preghiera per le persone desiderose di essere “visitate”, uno dei pastori responsabili della chiesa, invoca dolcemente lo Spirito Santo dicendo: “vieni Santo Spirito” e immediatamente le persone cominciano a torcersi, a tremare, a piegarsi e a rialzarsi in continuazione. Alcuni cristiani sono scossi violentemente, altri vengono brutalmente sbattuti a terra. Risate, grida, gemiti e ruggiti scoppiano un po' dappertutto, ecc.”

E' assolutamente imperativo realizzare che non tutto ciò che è soprannaturale viene obbligatoriamente da Dio. Del resto, l'ignoranza di questa realtà è stata ed è uno strumento nelle mani del nemico per sedurre molti cristiani. Già all'epoca del Nuovo Testamento esisteva un falso evangelo, un falso Gesù, un falso spirito, dei falsi apostoli, dei falsi cristiani e delle false esperienze (2 Cor. 11: 4 e 13: 15 – Galati 1: 7,10 e 2: 14 – Apoc. 2: 9,24). E' per questo che la Bibbia ci raccomanda di “provare gli spiriti” (1 Giov. 4: 1), di esaminare ogni cosa e di ritenere ciò che è buono (1 Tess. 5: 21).

La tentazione della Chiesa, attraverso i secoli, è sempre stata quella di trascurare la Parola di Dio per mettere l'accento, in modo errato, sul miracoloso o il soprannaturale. I miracoli del Signore avvengono sempre per confermare la Parola di Dio, mai per sostituirsi ad essa. Un testimone del risveglio nel Galles ha fatto il seguente commento: “Verso la fine del risveglio, vi erano troppi messaggi sullo Spirito Santo e non abbastanza sul Signore Gesù”. Una critica seria di questo risveglio è stata proprio quella di una diminuzione progressiva della predicazione biblica a profitto di un'importanza esagerata accordata allo Spirito Santo.

Martin Loyd Jones, predicatore inglese molto conosciuto, nel suo libro intitolato “Risveglio”, ci dà un'idea di ciò che i grandi uomini di Dio del passato avevano da dire su questo soggetto. Egli dichiara: “noi diciamo che abbiamo bisogno di essere visitati dallo Spirito Santo. Ma lo Spirito di Dio, per definizione, non può che onorare la Sua propria verità, cioè le Scritture, e lo Spirito Santo non può garantire nessuna menzogna. Egli non può onorare una negazione della verità. Perciò, se noi vogliamo la benedizione dello Spirito Santo, dobbiamo essere assolutamente certi che la nostra posizione dottrinale sia ben conforme alle Scritture”.

Ugualmente il famoso predicatore C.H. Spurgeon di Londra, ha dichiarato davanti ad un auditorio di servitori di Dio: “ricordatevi che lo Spirito Santo non metterà mai il Suo sigillo sull'errore, giammai! Se ciò che predicate non è la verità, il Signore non potrà mai confermarlo”.

La nostra unica difesa contro le deviazioni spirituali di ogni tipo, è dunque un radicamento sempre più forte nella Parola di Dio, unitamente alla determinazione di seguire il Signore, a qualsiasi prezzo.

Lo Spirito Santo è un perfetto gentleman; non ci forzerà mai a fare delle cose insensate e ridicole. Egli ha soltanto uno scopo, quello che aiutarci a glorificare sempre più il Signore Gesù. Questo non significa certamente che nella Bibbia lo Spirito Santo sia ignorato, oppure che debba essere considerato come una vaga influenza o una energia impercettibile. Egli è una Persona reale che possiede intelligenza, sentimenti e volontà.

Tuttavia, diffidiamo sempre degli insegnamenti che ignorano l'ordine divino. La divinità è composta da un unico Dio in tre Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo. Ognuno è Dio ed ognuno è una Persona, ma hanno una funzione diversa. La funzione dello Spirito Santo non è quella di mediatore, per cui lo dobbiamo pregare. “Poiché vi è un solo Dio e un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Gesù Cristo uomo, che ha dato se stesso qual prezzo di riscatto per tutti (2 Tim.2: 2:5,6). Gesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno va al Padre se non per mezzo di me”. (Giov. 14: 6).

Il predicatore David Wilkerson, autore del libro “La croce e il pugnale”, ha fatto la seguente osservazione: “è possibile riunire una folla di cristiani che lodano Dio e alzano le mani verso il cielo e tuttavia Gesù può camminare fra loro come un perfetto estraneo. Noi facciamo di Cristo un estraneo quando diamo allo Spirito Santo la priorità rispetto a Gesù”.

Esiste un pericolo reale nell'esaltare lo Spirito Santo e metterlo in una posizione dettata dagli uomini, ma non da Dio. Vegliamo dunque affinché niente sia aggiunto, né falsificato, né sottratto dalla Parola di Dio e affinché nessuna “nuova rivelazione” prenda mai il posto di Gesù nel nostro cuore.

In questi tempi della fine, serviamo Lui, Lui solo, con motivazioni e cuori puri. Soltanto così lo Spirito di Cristo ci condurrà sempre più a sottometterci all'infallibile Parola di Dio, affinché non cadiamo nelle trappole del maligno e possiamo compiere la volontà perfetta del Signore Gesù nella nostra vita.

3. Testi biblici fuori dal loro contesto

Esamineremo ora molti altri errori di questo movimento carismatico, affinché il nostro discernimento spirituale possa crescere e possiamo così evitare di cadere nelle trappole di queste eresie.

Uno dei loro principali errori è quello di prendere un testo biblico fuori dal suo contesto per dargli il significato che essi vogliono. In questo modo “distorcono” le Scritture con l'unico scopo di giustificare le loro nuove rivelazioni o esperienze. Tale metodo d'interpretazione della Bibbia è estremamente grave agli occhi di Dio, poiché apre la porta ad ogni genere di sviamento dottrinale. Non dimentichiamoci che un testo fuori dal suo contesto è solo un pretesto!

L'apostolo Paolo, già messo a confronto con questo genere di problema e cosciente della sua grande responsabilità davanti a Dio, dichiarava con solennità ai primi cristiani: “noi non falsifichiamo la Parola di Dio come fanno molti, ma è con sincerità e da parte di Dio che parliamo in Cristo, davanti a Dio” (2 Cor. 2: 17).

Consideriamo dunque alcuni dei loro argomenti, apparentemente biblici e convincenti, ma che in definitiva sono solo delle contro-verità che aprono la porta ad ogni sorta di abusi, di eresie o di errori.

1. Il falso argomento di “guardare ai frutti”

I partigiani di questo movimento rispondono sempre ai loro oppositori: “ma guardate i frutti!”. Essi si riferiscono ad una frase di Gesù, che parlando dei falsi profeti, dice: “li riconoscerete dai loro frutti” (Matteo 7: 20). Questo è un argomento che utilizzano costantemente per convincere e far accettare tutto quello che essi sperimentano, a causa dei “frutti” cosiddetti positivi che ne derivano.

In realtà, – ancora una volta – prendono questo testo fuori dal suo contesto per fargli dire ciò che essi vogliono, ma non ciò che dice veramente la Parola di Dio.

Esaminiamo dunque il passaggio suddetto basandoci sulla definizione biblica che Gesù stesso dà del “frutto”. Egli lo definisce come qualcosa che proviene dalla vita dell'albero, cioè dalle sue radici. La qualità del suo frutto dipenderà dunque dalla qualità delle sue radici. Di conseguenza, noi dobbiamo guardare le “radici” e la “sorgente” della cosiddetta “benedizione di Toronto” per identificare “l'albero”.

Abbiamo dimenticato le parole di Gesù su questo soggetto. Esse mettono l'accento proprio sulla qualità dell'albero (le sue radici) per poter discernere se un “frutto” è buono o cattivo. “Ogni albero buono porta dei buoni frutti, ma un albero cattivo porta dei cattivi frutti” (Matteo 7: 17,18). Per meglio comprendere questo testo, è molto importante leggere anche il contesto delle parole di Gesù, alfine di afferrare in modo esatto ciò che Egli voleva dire con questa affermazione: “li riconoscerete dai loro frutti” (Matteo 7: 20). Gesù ce ne dà la risposta nel versetto seguente dello stesso passaggio: “non coloro che dicono: Signore, Signore, entreranno nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà de Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7: 21). Secondo Gesù il “frutto” rappresenta dunque l'obbedienza alla Parola di Dio, unico mezzo affidabile e valido per “provare” i frutti, la dottrina e le esperienze spirituali di un movimento.

Il messaggio di Gesù è dunque molto chiaro: Egli afferma che un albero buono (la sana dottrina) non può portare dei frutti cattivi. Ma precisa anche che un cattivo albero (falsa dottrina) non può portare dei buoni frutti, ed è categorico su questo soggetto. Adesso ci vengono a dire che da questo movimento escono dei “buoni frutti”. Ma come possono essere “buoni” se il loro albero, cioè le loro radici (dottrine) sono cattive? Poiché sappiamo, come abbiamo visto nel capitolo precedente, che all'origine di questo movimento vi sono delle gravi eresie dottrinali.

Per questa ragione, tutte le loro esperienze soprannaturali (paralisi, mutismo, immobilità, pianti e risate incontrollabili, versi di animali, cadute a terra come svenuti, tremori, ecc.) e i loro cosiddetti effetti benefici (guarigioni, pace, amore, gioia, audacia, ecc.), non costituiscono affatto alcuna prova. Non vogliamo certo offendere coloro che hanno fatto queste esperienze, ma è altrove che occorre guardare per trovare le prove di autenticità di un movimento.

Numerose persone, in altre religioni o sètte, hanno le stesse pretese e risultati, ed hanno fatto le stesse esperienze che hanno rivoluzionato la loro vita. Niente di tutto questo può tuttavia provare che essi sono effettivamente nella volontà di Dio. E' soltanto la dottrina che determina se un movimento è autentico o falso.

La Genesi, primo libro della Bibbia, ci dà delle buone indicazioni su questo soggetto. L'errore che ha commesso Eva è stato proprio quello di cercare delle “cose buone” fuori dalla volontà di Dio. L'albero proibito della conoscenza del bene e del male era buono da mangiare, piacevole per la vista, ed era prezioso per aprire l'intelligenza (Genesi 3: 6). E' evidente quindi che non tutto ciò che è buono, piacevole o saggio è obbligatoriamente la garanzia che una cosa è secondo la volontà di Dio. Solo la Parola di Dio è la verità e ci comunica la volontà di Dio. (Giov. 17: 17).

La Bibbia dice che è possibile fare dei grandi miracoli senza essere necessariamente nella volontà di Dio. I miracoli non sono sempre una prova dell'approvazione divina. Secondo Gesù i “frutti” non sono i miracoli, altrimenti si contraddirebbe con le sue stesse parole, poiché sempre in questo stesso contesto, Egli afferma: “Non coloro che dicono: Signore, Signore (!) entreranno nel regno dei cieli, ma solo colui che fa la volontà del Padre mio che nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome? Non abbiamo noi cacciato dei demoni nel tuo nome? Non abbiamo noi fatto molti miracoli nel tuo nome? Allora io dirò loro chiaramente: non vi ho mai conosciuto, allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità” (Matteo 7: 21,23).

La dottrina di questo movimento è purtroppo un amalgama sottile e pericoloso di verità e di errore che riposa troppo spesso sulle sabbie mobili delle seducenti – ma quanto ingannatrici - esperienze extra-bibliche.

2. Il falso argomento dell' “ebbrezza nello spirito”

Un altro falso argomento, quello del “santo ridere”, sostenuto dai partigiani di questo movimento si trova in Atti, capitolo 2. Il giorno di Pentecoste – essi dicono – “i discepoli erano ubriachi di Spirito Santo”. Anche in questo caso si fa dire alla Bibbia ciò che essa non dice. I primi cristiani – secondo loro – erano talmente ubriachi nello Spirito, che ridevano in modo incontrollabile, comportandosi come persone ebbre e incapaci di controllarsi. Questa affermazione non è che una supposizione, totalmente contraria a ciò che insegna la Bibbia in Atti 2. La Parola di Dio dichiara che, quando i discepoli furono battezzati nello Spirito Santo, parlavano in altre lingue e glorificavano Dio. Le persone intorno a loro erano completamente stupefatte e sorprese e si dicevano l'un l'altro: “questi che parlano non sono essi tutti galilei? E com'è che li udiamo parlare ognuno nella nostra lingua materna... com'è che li udiamo parlare delle meraviglie di Dio nelle nostre lingue?” (Atti 2: 1,21).

Fra la stessa folla vi erano anche coloro che si prendevano gioco dei discepoli dicendo: sono pieni di vino dolce (Atti 2: 13), non perché cadevano a terra l'uno sull'altro o ridevano in modo isterico, ma semplicemente perché parlavano delle lingue che loro non conoscevano ed apparivano così - ai loro occhi - come persone ebbre. E' da notare che l'apostolo Pietro contraddice la loro dichiarazione dicendo: “queste persone non sono ubriache, come voi supponete” (Atti 2: 15). Questa falsa affermazione proveniva dunque dagli schernitori, che ridicolizzavano i discepoli attribuendo l'opera e il dono dello Spirito Santo a uno stato di ebbrezza. E' esattamente uno “spirito canzonatorio, beffardo” che attribuisce allo Spirito Santo questo cosiddetto stato di ebbrezza (e non lo Spirito di Dio), poiché la Parola di Dio dice in Atti 2: 14 “allora Pietro levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro in questo modo”. In questo passo è evidentemente chiaro che Pietro era perfettamente sobrio poiché “egli si alzò” con gli undici in mezzo alla folla. E' evidente che Pietro e gli undici non avrebbero potuto “alzarsi” e presentarsi davanti alla folla se fossero stati ubriachi, nell'atto di rotolarsi per terra, o di ridere a crepapelle, come suggeriscono alcuni predicatori carismatici di oggi. L'apostolo Pietro era dunque manifestamente sobrio e padrone di sé per essere capace di convincere 3000 persone e condurle alla salvezza.

Gesù ha detto ai suoi discepoli che avrebbero ricevuto una potenza, lo Spirito Santo che sarebbe venuto su di loro e che sarebbero stati dei testimoni (Atti 1: 8). Perciò Pietro, pieno di Spirito Santo (e non ubriaco di Spirito Santo) proclamò la Buona Notizia (Evangelo) con molta franchezza..

Ai giorni nostri, contrariamente a ciò che la Parola di Dio ci dice su questo soggetto, molti leaders carismatici attribuiscono allo Spirito Santo delle opere completamente diverse ed estranee a quelle menzionate negli Atti degli Apostoli. In alcune riunioni di questo movimento, coloro che avrebbero ricevuto la cosiddetta “potenza” o “unzione”, si ritrovano distesi per terra come in uno stato di coma, altri sono incapaci di camminare, a tal punto, che per farli uscire dalla chiesa e riportarli a casa occorre portarli in braccio.

Un cristiano non deve avere la padronanza di sé se vuole portare efficacemente il messaggio della salvezza?! In generale, una persona in stato di ebbrezza, non si occupa di coloro che gli stanno attorno ed è assolutamente incapace di testimoniare o di predicare. Chi prenderebbe sul serio le parole di un ubriaco?

In nessuna parte della Scrittura troviamo questa espressione “ubriaco nello Spirito” o “ridere nello Spirito”. Al contrario la Bibbia ci esorta ad essere “ripieni di Spirito” (Efesini 5: 18) e ci descrive esattamente i frutti di una tale pienezza, che sono fra gli altri: “l'amore, la gioia, la pace, la pazienza, la bontà, la benignità, la fedeltà, la dolcezza, la temperanza (autocontrollo)” (Galati 5: 22).

Un altro frutto molto importante di questa pienezza (dello Spirito Santo) è la predicazione fedele, coraggiosa e senza compromessi della Parola di Dio, la quale produce delle autentiche conversioni a Gesù Cristo ed un ardente desiderio di glorificare e d'innalzare unicamente la Persona di Gesù: “quando essi (i discepoli) ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti tremò e furono tutti ripieni (riempiti) di Spirito Santo e annunciavano la Parola di Dio con franchezza (Atti 4: 31). “E annunciarono loro la Buona Novella del Signore Gesù. La mano del Signore era su di loro e un gran numero di persone si convertivano al Signore” (Atti 11: 21). “La Parola del Signore si spargeva in tutto il paese” (Atti 13: 40).

3. Il falso argomento di “diventare come piccoli bambini”

Il pastore della chiesa dell' “ondata di risate” di Toronto, per fare accettare queste nuove esperienze, si indirizza spesso ai suoi uditori sottolineando l'importanza di “diventare come piccoli bambini”, secondo Matteo 18: 2,5. Egli dimentica tuttavia che, nel contesto, l'attitudine di assomigliare a dei piccoli bambini è in diretto rapporto con la “conversione” e non con il fatto di essere aperti e di credere a qualsiasi cosa. “In verità vi dico, se non vi convertirete e non diventerete come dei piccoli bambini, non entrerete affatto nel regno dei cieli” (Matteo 18:3). Assomigliare a dei piccoli bambini è una cosa, ma essere ingenui e creduloni è un'altra!

L'apostolo Paolo ci esorta, al contrario, a non essere più dei “bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina” (Efesini 4: 14), e ci ricorda che: “quando io ero bambino, parlavo come un bambino, pensavo come un bambino, ragionavo come un bambino; ma quando sono divenuto uomo, ho abbandonato quello che era da bambini” (1 Corinzi 13: 11). Egli ci esorta anche a non essere più dei “bambini quanto al senno (alla ragione); siate dei bambini quanto a malizia, ma quanto al senno (alla ragione, al discernimento), siate uomini fatti (maturi)” (1 Corinzi 14: 20).

Quando un conduttore spirituale ci esorta ad essere ingenui e creduloni, a non usare il ragionamento personale, né il discernimento spirituale riguardo a tutte le nuove dottrine, rivelazioni o esperienze, egli non solo agisce in modo contrario alla Parola di Dio, ma è anche una persona molto pericolosa. Questa attitudine passiva, che esclude ogni analisi, spalanca la porta alla seduzione demoniaca nella vita del cristiano.

La Bibbia non ci insegna che bisogna “provare gli spiriti” (1 Giovanni 4: 1) e “dispensare in modo corretto la Parola della verità”? (2 Timoteo 2: 15). Soltanto una tale attitudine ci permetterà di discernere la volontà di Dio attraverso il rinnovamento della nostra mente (intelligenza) (Romani 12: 1,2), e il rifiuto dell'errore (Tito 1: 9).

I pericoli della “seduzione spirituale” sono stati presi davvero alla leggera dai responsabili dal “movimento di Toronto” o “vino nuovo”, un po' in tutto il mondo. Una frase costantemente ripetuta a Toronto era la seguente: “Abbiamo più fede nel diavolo per sedurci, che in Dio per benedirci?”

Questa affermazione rivela chiaramente un debole discernimento e la semplificazione presuntuosa di una verità fondamentale. Quando Gesù – il Capo della Chiesa – parlava degli avvenimenti degli ultimi tempi in Matteo 24, la maggior parte dei suoi discorsi non ci sono stati dati per avvertirci riguardo al potere della seduzione di Satana?! Allora anche Gesù aveva meno fede in suo Padre per benedire i suoi figli che nel diavolo per sedurli? Non ha senso!

La seduzione non è una questione di credere nella possibilità di Dio di benedirci o nella capacità del diavolo di sedurci, si tratta di conoscere il cuore dell'uomo e di sapere che non gli possiamo fare affidamento. “Il cuore dell'uomo è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi può conoscerlo?” (Geremia 17: 9).

La Parola di Dio ci avverte che una delle caratteristiche principali degli “ultimi giorni” sarà proprio la “seduzione spirituale” (Matteo 24: 4,51). Di conseguenza dobbiamo stare in guardia, e non stupirci quando vediamo la manifestazione di queste cose in certe chiese. L'apostolo Paolo, parlando degli ultimi tempi ci dice anche: “verrà il tempo in cui gli uomini non sopporteranno più la sana dottrina... distoglieranno l'orecchio dalla verità e si volgeranno verso le favole” (2 Timoteo 4: 1,5). Sicuramente stiamo vivendo proprio oggi questo tempo.

4. Il falso argomento di un “amore più grande per Gesù 

Quando viene chiesto alle persone appartenenti a questo movimento (o a coloro che pur non facendone parte hanno adottato alcune delle loro dottrine), cosa hanno provato al momento della loro “esperienza particolare”, la maggior parte rispondono: “ho sentito un amore più grande per Gesù”. Ma, in realtà si tratta solo di una piacevole sensazione di calore, un semplice sentimento emotivo. Si tratta soltanto di un sentimento superficiale e passeggero e non di una convinzione profonda e durevole.

Una delle espressioni più usate durante le loro riunioni è anche quella di “innamorarsi del Signore in un modo fresco e nuovo”. Del resto i loro leaders ripetono spesso durante i loro incontri: “Se amate davvero Gesù, allora non abbiate vergogna di mostrargli apertamente i vostri sentimenti e anche di fare dei gesti insensati e ridicoli”. Per illustrare questo pensiero, essi fanno allusione alla coppia all'interno del matrimonio. I coniugi, per manifestare il proprio amore l'uno per l'altro, non hanno paura delle espressioni fisiche come baciarsi e abbracciarsi appassionatamente. Ma sappiamo tutti bene che le coppie sposate non esprimono il loro affetto fisico apertamente davanti agli altri, bensì in privato. Allo stesso modo, la nostra comunione intima con il Signore non consiste in un' esibizione, ma piuttosto di una vita completamente consacrata a Dio. Essa si manifesta attraverso la preghiera personale ed una relazione profonda con Lui. Questo è il motivo per cui amare il Signore non consiste in manifestazioni fisiche e visibili.

Ciò che stupisce di più in questo movimento, è che tutto questo amore che dicono essere uno dei frutti principali del “risveglio” di Toronto, non si manifesta affatto quando si tratta di membri di altre chiese, ed è completamente assente nei confronti dei loro oppositori. Al contrario rivolgono delle vere minacce a tutti quelli che non la pensano come loro.

Il loro amore sembra provenire unicamente da un sentimento passionale nei confronti di Dio. E' quasi uno stato di estasi, spogliato di ogni contenuto morale. Questa “beata” sensazione è senza dubbio molto piacevole per coloro che la sperimentano, ma se essa non conduce alla manifestazione di un amore simile a quello di Cristo, che risultato durevole può avere?

La prova del nostro amore per il Signore, secondo il Nuovo Testamento, non consiste prima di tutto nell' obbedire alla Sua Parola?! (Giovanni 14: 15 e 2 Giovanni 6). In tal modo l'autentico amore per Dio ci rende umili e obbedienti, ci convince di peccato e spezza tutto ciò che in noi è carnale. Ugualmente realizza in noi un'opera di santificazione durevole. Se non produce in noi questo cambiamento di personalità e non ci rende migliori, esso non ha alcun valore. La Bibbia dice che la bontà di Dio ci spinge al ravvedimento (Romani 2: 4).

L'amore straordinario di Dio genera dunque in noi una risposta che si manifesta attraverso il dono totale della nostra vita, per amarLo, adorarLo, lodarLo, glorificarLo e servirLo con tutto il nostro cuore e non solo con le labbra. “Noi lo amiamo perché Egli ci ha amato per primo” (1 Giovanni 4: 19). “Amerai il Signore Iddio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza” (Marco 12: 30).

Seguire fedelmente il Signore, obbedire alla Sua Parola e fare quotidianamente la Sua volontà sono le uniche espressioni bibliche per dimostrare alla Chiesa e al mondo che Lo amiamo veramente e che è avvenuto in noi un cambiamento radicale (2 Corinzi 5:17).

4. L'illusione di un “grande risveglio mondiale” per gli ultimi tempi

Molti cristiani attualmente credono ad un “grande risveglio mondiale” per la fine dei tempi. Per questo sono pronti ad accettare senza alcun discernimento, qualsiasi manifestazione spirituale come segno di “risveglio”. Questo, come vedremo, è ciò che dichiarano alcuni “nuovi profeti” carismatici insieme a molti pastori.

1. L'utopia di un “risveglio mondiale”

Secondo un nuovo gruppo di “profeti di Kansas City” (U.S.A.), questo “grande risveglio mondiale” sarebbe di una vastità e di una potenza straordinaria, sconosciuta fino ad oggi in tutta la storia della Chiesa, e sorpasserebbe di gran lunga ciò che hanno sperimentato gli apostoli del Nuovo Testamento. Intere nazioni si volgerebbero al Signore; ci sarebbe un'esplosione di miracoli che sorpasserebbero anche quelli della Bibbia. Gli ospedali si svuoterebbero, tutti i malati nelle case di cura psichiatriche sarebbero liberati e guariti, semplicemente imponendo le mani su tali edifici. Alcuni di questi “profeti” diverrebbero i consiglieri del presidente, ecc., ecc. Che pericolosa illusione!

In realtà la Bibbia ci predice esattamente il contrario. Essa ci avverte che proprio prima del rapimento della Chiesa, gli avvenimenti del mondo andranno sempre più di male in peggio (2 Pietro 3: 3 - 1 Giovanni 2: 18) e che ci saranno dei periodi terribili. Essa ci parla di tempo di guerra, di empietà, di ribellione, di cattiveria, di violenza, d'immoralità, di religiosità, ed anche di una grande apostasia riguardo alle verità bibliche fondamentali e alla sana dottrina. E questa grande apostasia influenzerà molti servitori di Dio, i quali saranno seguiti da molti cristiani.

La Parola di Dio è chiara: “Sappi che negli ultimi giorni (ultimo periodo), verranno tempi difficili (terribili, pericolosi)” (2 Timoteo 3: 1,5). “Lo Spirito dice espressamente (esplicitamente) che negli ultimi tempi, alcuni abbandoneranno - in greco: ‘apostateranno' - la fede (la sana dottrina), per dar retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni... Veglia su di te e sul tuo insegnamento; persevera in queste cose, poiché così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano” (1 Timoteo 4: 1,15).

2. L'aiuto dello Spirito Santo durante questi tempi di apostasia

L'apostolo Paolo dà questi avvertimenti con l'unico scopo di fortificare i servitori di Dio e tutti i cristiani che vogliono rimanere fedeli al Signore e alla Sua Parola a qualsiasi prezzo. E' importante ricordare che durante questi tempi di apostasia, le anime continueranno ad essere salvate e il soccorso dello Spirito Santo sarà sempre disponibile per coloro che sono decisi a predicare la Parola di Dio senza nessun compromesso. La Chiesa fedele che vivrà in questi tempi di confusione spirituale sperimenterà una grazia speciale: un aiuto sempre più grande dal suo Signore e Maestro (Atti 4: 33 – Romani 5: 20).

Precisiamo che in questo tempo della fine, lo scopo della predicazione dell'Evangelo non sarà quello di “cristianizzare” la società, cercare cioè di “vincere il mondo” o “intere nazioni” per Cristo, ma quello di “evangelizzare” degli uomini e delle donne conducendole al ravvedimento e al pentimento e ad una vera conversione alla Persona di Gesù Cristo.

Successivamente, nell'ora scelta da Dio, i veri cristiani saranno “rapiti”, e questo, proprio appena prima della grande tribolazione e dei terribili giudizi di Dio sulla terra (2 Tessalonicesi 1: 7,9 – Apocalisse 3: 10 – Tito 2: 13). 

3. Il rapimento della Chiesa rinnegato e ridicolizzato

Molti cristiani, in certi ambienti carismatici, non si rendono conto che coloro che li dirigono non credono più nel “rapimento della Chiesa”. Questi ultimi ridicolizzano e rinnegano questa verità fondamentale delle Scritture che è la nostra “beata speranza”.

Tuttavia, l'apostolo Paolo ci dice chiaramente, da parte del Signore, ciò che avverrà in quei giorni: “Ecco, infatti ciò che vi dichiariamo per parola del Signore; noi viventi che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che sono morti. Poiché il Signore stesso con potente grido, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno per primi. Poi noi viventi verremo insieme a loro rapiti sulle nuvole per incontrare il Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole” (1 Tessal, 4: 15,18).

Tenendo conto di questa meravigliosa speranza del cristiano e messi di fronte all'apostasia degli ultimi tempi, di cui abbiamo già parlato, esaminiamo ora le “rivelazioni” o “profezie” date da alcuni di questi “nuovi profeti”. La loro letteratura e i loro libri, seppure in completa contraddizione con la sana dottrina, stanno invadendo molte chiese di diverse denominazioni in tutto il mondo.

Ecco, ad esempio, cosa dice Rick Joyner, uno dei predicatori carismatici più in voga attualemente negli U.S.A., e riconosciuto come profeta da molte chiese in diversi Paesi. Egli ha scritto un libro intitolato “La raccolta” tradotto in diverse lingue, nel quale dichiara: “la dottrina del rapimento della Chiesa è stata una grande astuzia del nemico, molto efficace per far radicare nella Chiesa una mentalità di passività, ma ciò non avverrà. Questo giogo è già stato spezzato dalla maggioranza dei cristiani nella Chiesa e presto lo sarà per tutti”.

Che dichiarazione erronea e arrogante!!

4. False rivelazioni e false profezie

A proposito di un “grande risveglio mondiale” che – secondo loro – starebbe per arrivare, Rick Joyner dichiara anche: “i fedeli del Signore si muoveranno con una potenza e una autorità fino ad ora sconosciute. Presto, le chiese di oggi non guarderanno più alla Chiesa primitiva come norma, per i grandi miracoli del passato, ma tutti diranno che il Signore ha conservato il vino migliore per la fine. I giorni più gloriosi di tutta la storia della Chiesa sono giunti. Voi che un giorno avete sognato la possibilità di parlare con gli apostoli Pietro, Giovanni e Paolo, sarete sorpresi nel constatare che sono piuttosto loro che vorranno parlare con voi e imparare da voi” (The Harvest, pag. 26). In un'altra profezia data dallo stesso Rick Joyner, egli annuncia che: “questa raccolta degli ultimi tempi sarà talmente enorme, che nessuno guarderà più alla Chiesa primitiva come norma...”. Che profezia anti-biblica! Sappiamo tutti molto bene che la Chiesa primitiva ci è stata data come unico modello da seguire (Galati 1: 6,10)!!

Sempre nel suo libro “La raccolta”, Rick Joyner afferma: “La vastità di questa mèsse stupirà anche i credenti più ottimisti. Giorno dopo giorno, le riunioni scuoteranno intere città, fino a riempire dei grandi stadi. Avvenimenti sportivi molto popolari saranno abbandonati in molti luoghi per mancanza di interesse. Intere città formate da migliaia di cristiani si spanderanno nelle città vicine per evangelizzarle. Nuovi gruppi seguiranno gli (questi) apostoli e li considereranno come personalità di importanza nazionale... Alcune grandi città vedranno anche cadere a zero il loro tasso di criminalità. La pornografia, la prostituzione, le droghe illegali, l'aborto e l'ubriachezza cesseranno di esistere in molte regioni, senza la promulgazione di una sola legge... Intere nazioni si metteranno a digiunare e a pregare” (The Harvest, pagg. 32 e 33). Che utopia!

5. Uno spirito orgoglioso e dottrine di demoni

Mike Bickle, un altro “leader” di questo movimento carismatico della “terza ondata”, si associa a Rick Joyner per dichiarare: “gli apostoli del libro degli Atti desidereranno fare la coda per venire ad intervistare i super-apostoli della nostra generazione” (da un insegnamento su audio cassetta).

Paul Cain (U.S.A.) è un altro predicatore considerato fra loro come “il più grande profeta”. Ecco ciò che egli dichiara, sempre parlando di questo “grande risveglio mondiale” della fine dei tempi: “ci sarà una manifestazione dei figli di Dio... parlo dei veri figli di Dio (allusione ad una nuova dottrina eretica riguardante una élite di cristiani della fine dei tempi che diverrebbero come dei piccoli dei – NDLR). Se uno di questi figli di Dio passasse attraverso un muro, non soltanto vi direbbe che può farlo, ma lo farebbe davvero. Questi figli di Dio (piccoli dei) non solo vi diranno che sono i figli di Dio, ma ve lo proveranno! Amen!” (tratto da un opuscolo di Paul Cain “The New Breed”). Non stiamo vedendo in tutto questo la suggestione di Satana ad Adamo ed Eva quando li tentò dicendo loro: “voi sarete come dei”? (Genesi 3: 5).

Tutti questi uomini appena menzionati (Rick Joyner, Paul Cain, Mike Bickle e altri) rinnegano apertamente il “rapimento della Chiesa” e insegnano che Dio negli ultimi tempi susciterà una generazione che sarà chiamata “l'armata di Gioele”. Questa armata (esercito) trionferà su ogni opposizione all'Evangelo e dominerà finalmente tutte le nazioni. Questo insegnamento fa parte di una certa teologia chiamata la “teologia della dominazione” (dominion Theology) e anche quella dell'ultima pioggia (latter rain) o “pioggia d'autunno”. Essa insegna che una élite, un esercito di vincitori, distruggeranno tutti i nemici di Cristo o se li assoggetteranno, e tutto ciò fino a che essi non otterranno potenza e autorità su tutta la terra. Il governo delle nazioni sarà sulle loro spalle e quando le autorità di questo mondo, i governanti, i principi, i re si sottometteranno finalmente tutti a loro, allora Cristo potrà ritornare sulla terra e questi super-apostoli degli ultimi tempi gli presenteranno il regno da essi conquistato”. Che accecamento!! Non ci sono commenti!

6. L'uomo è glorificato

Avete notato che in tutte queste “rivelazioni”, l'accento viene sempre messo sulla grandezza dell'uomo? Ma chi sarà il più grande, in questo scenario della fine dei tempi? Non certo Gesù e neppure la Chiesa dei primi apostoli. La Chiesa primitiva è – secondo loro – impaziente di incontrarci. Oggi in molte chiese carismatiche evangeliche vengono insegnate tali eresie! E' giunto il tempo di prendere molto sul serio gli avvertimenti di Paolo in 2 Tessalonicesi 2: 1;11, dove Dio dice che Egli invierà una potenza di sviamento (dalla sana dottrina) su tutti coloro che non hanno aperto il cuore all'amore per la verità.

La Parola di Dio insegna davvero tutto ciò che predicono questi “profeti”? E' vero che fino alla fine, vi saranno delle forti azioni di evangelizzazione, come ve ne sono già un po' dappertutto nel mondo. Ma, un “grande risveglio mondiale” durante il quale tutte le nazioni s'inchinerebbero ai loro piedi: questo è completamente anti-scritturale e rivela molta illusione.

In realtà ci sarà un “grande risveglio mondiale”, ma sarà “mistico, religioso” e caratterizzato da tutte le seduzioni dell'iniquità e la potenza di Satana (2 Tessal. 2: 9,12). La vigilanza è d'obbligo per ogni vero cristiano, oggi più che mai.

7. Un'altra eresia: la Chiesa ha sostituito Israele

Uno dei gravi errori dottrinali che ha condotto certuni a credere ad un grande risveglio mondiale, proviene particolarmente dai leaders del movimento carismatico che hanno sostituito la Chiesa ad Israele.

Tutti i passaggi e tutte le promesse bibliche dell'Antico e del Nuovo Testamento concernenti strettamente Israele e la sua futura restaurazione, vengono applicati alla Chiesa. Secondo loro, Israele non ha più nessun futuro nel piano di Dio ed è stato sostituito dalla Chiesa. Questa viene denominata “teologia della sostituzione”.

In questi ambienti, tutti i “nuovi profeti” che credono in un grande risveglio mondiale per la fine dei tempi, credono anche di vivere adesso nel “millennio” e che Satana è stato legato. Per questo negano anche il rapimento della Chiesa. Per loro non c'è né anticristo, né grande tribolazione, né la restaurazione d'Israele e nessun millennio futuro. E siccome non credono più al “rapimento” della Chiesa, secondo loro non vi sarà neppure la restaurazione della nazione d'Israele. Gli attribuiscono ancora tutte le maledizioni, destinando a sé stessi le benedizioni. Essi dichiarano anche che la casa di Giacobbe è stata maledetta e che non ha più alcun posto nel futuro piano di Dio.

Il pastore Earl Paulk, uno dei leaders carismatici americani del movimento denominato “il regno di Dio adesso” (Kingdom now), ha scritto: “Alcune delle più grandi chiese fondamentaliste predicano ancora che Cristo ritornerà per riunire attorno a sé la nazione d'Israele, ma io vi dico che questa è una seduzione che impedirà al regno di Dio di stabilirsi sulla terra. Nel 99% dei libri che vengono venduti nelle librerie cristiane leggiamo che Israele è “l'orologio di Dio” e che l'alleanza di Dio con Israele è sempre valida. Tuttavia molti non comprendono che tutto ciò che è stato scritto concernente la legge e i profeti riguardo ad Israele come nazione è adesso trasferito sull'Israele spirituale: cioè sul popolo di Dio, la Chiesa...”

Dopo queste gravi dichiarazioni, è importante che ogni cristiano comprenda la distinzione che la Bibbia fa, fra la Chiesa e Israele. Ambedue hanno una relazione unica e particolare con Dio e con il Cristo. E' precisamente questa lacuna nel discernimento di queste due entità, che conduce molti responsabili ad una grande confusione spirituale riguardo alla successione degli avvenimenti nella fine dei tempi.

8. Differenza fra “il rapimento” e la “seconda venuta di Gesù”

Alfine di evitare un'altra confusione dottrinale che circola in molti movimenti carismatici, il cristiano deve fare, secondo le indicazioni date nella Bibbia, una differenza fra “il rapimento” e “la seconda venuta” di Cristo. Questi due avvenimenti sono ben distinti.

Il rapimento è destinato alla Chiesa. Questo avvenimento avrà luogo quando Gesù Cristo la rapirà per incontrarla nell'aria. Egli la prenderà come Sposa per le nozze dell'Agnello nel cielo e la introdurrà nella casa del Padre (Giovanni 14: 2,3 – 1 Tessalonicesi 4: 16,17).

La seconda venuta sarà per Israele: sette anni dopo il rapimento. Cristo ritornerà in modo visibile, con potenza e in gloria sulla terra, insieme alla Sua Chiesa. Allora Egli ritornerà per liberare dall'esercito dell'anticristo, il popolo che egli ha scelto e per dare inizio al Suo regno di 1000 anni sulla terra, a partire dal trono di Davide che sarà restaurato in Gerusalemme (Daniele 9: 27 – Geremia 30: 7 – Zaccaria 14: 1,11 – Ezechiele 36: 24,28 e 37 – Apocalisse 7: 1,8 – 19: 11,21 – 20: 1,6).

L'errore propagato su questo soggetto all'interno dei suddetti movimenti, è quello di credere dunque che la Chiesa ha sostituito Israele. La Chiesa non è Israele: essa è stata innestata su Israele (Romani 11: 7,27).

Le Scritture ci dicono che gli occhi degli Ebrei, in generale, sono stati “accecati” e che rimarranno tali finché i tempi accordati alle nazioni pagane siano compiuti. È soltanto successivamente che essi accetteranno Gesù come loro Messia (Cristo dal greco). E questo avverrà quando lo vedranno arrivare sulle nubi alla fine dei sette anni di tribolazione. Solo allora che la nazione d'Israele lo vedrà e “volgeranno lo sguardo verso Colui che hanno crocifisso. Essi piangeranno amaramente, come si piange un primogenito” (Zaccaria 12: 10 – Giovanni 19: 37 – Romani 21: 25 – Apocalisse 1: 7).

9. Cosa pensa Gesù di questo “grande risveglio mondiale”

La maggioranza dei leaders di questo movimento carismatico che non credono più al “rapimento”, accusano coloro che ci credono di avere un'escatologia (dottrina della fine dei tempi) “primitiva”. La loro spiegazione riguardo alla fine dei tempi è cosiddetta “ottimista”, poiché proclama la speranza di un “grande risveglio mondiale” che scuoterebbe “intere nazioni” conducendole a Gesù. Essi dicono che la Chiesa non sarà “un piccolo gruppo abbattuto, malato, vinto e raggomitolato in un angolo per proteggersi dall'anticristo”, ma piuttosto “un potente esercito che dominerà sulle nazioni, svuoterà gli ospedali, e riempirà tutti gli stadi. Essa farà stupire il mondo intero!”

è il rapimento. “Nell'attesa della beata speranza e la manifestazione della gloria Tutto questo dovrebbe accader prima del ritorno del Signore. La domanda di Gesù in Luca 18: 8, sembra dunque veramente superflua quando Egli dice: “Ma quando il Figlio dell'uomo tornerà, troverà ancora fede sulla terra?”. Naturalmente, secondo loro, Egli troverà “molta” fede! Chi si sta sbagliando? Chi ha ragione? In chi abbiamo riposto la nostra fiducia, negli uomini fallibili o in Gesù nostro Salvatore e Signore, l'unico infallibile? Egli ha detto “io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14: 6). Purtroppo una nuova speranza ingannatrice ha guadagnato terreno, in modo sottile, nel cuore e nella mente di molti cristiani, e ha sostituito “la beata speranza” della Chiesa, che del nostro Grande Dio e Salvatore Gesù Cristo” (Tito 2: 13).

10. Il pericolo di prendersi gioco del “rapimento della Chiesa”

Coloro che non credono nella veridicità delle parole di Gesù cadono precisamente nella trappola di quelli che, nel tempo della fine, si prenderanno gioco del rapimento. L'apostolo Pietro ci avverte che: “Negli ultimi tempi, sorgeranno degli schernitori con i loro scherni, i quali vivranno secondo le loro concupiscenze e diranno: dov'è la promessa della sua venuta? Poiché da quando i nostri padri sono morti, tutte le cose continuano nel medesimo modo come dall'inizio della creazione” (2 Pietro 3: 3,4).

Gesù stesso ci previene: “Perciò siate pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà quando meno l'aspettate” (Matteo 24: 44). E ancora: “Io vengo all'improvviso. Mantieni ciò che hai, affinché nessuno ti prenda la tua corona” (Apoc. 3: 11).

L'apostolo Giovanni, nell'ultimo capitolo dell'apocalisse, ci rivela la grande attesa della Chiesa riguardo al ritorno improvviso di Gesù: “Colui che attesta queste cose dice: “Si, io vengo presto (all'improvviso). Amèn! Vieni Signore Gesù!” (Apoc. 22: 20).

Giovanni, avrebbe potuto, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo di Dio, chiedere a Gesù di venire rapidamente per rapire i suoi, se questo non fosse stato promesso?

Eppure, sotto la copertura di un “grande risveglio mondiale” a molti cristiani di oggi viene insegnato di non attendere più il ritorno imminente del Signore; questa è la ragione per cui essi si sviano dalla gloriosa realtà del rapimento della Chiesa.

11. “L'ultima pioggia” o “Pioggia d'autunno”, secondo le Scritture, è una promessa di “risveglio mondiale”?

Alcuni responsabili di questo movimento carismatico insegnano che “L'ultima pioggia” (latter rain) o “pioggia d'autunno”, di cui ha parlato Gioele (Gioele 2: 23) è una promessa di un “grande risveglio mondiale” per la fine dei tempi. Ma anche in questo caso il testo è preso fuori dal suo contesto.

La “pioggia d'autunno” è semplicemente una referenza all'effusione dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste che troviamo in Atti 2. E' così che Pietro lo interpretata quando dice: “Questo è ciò che è stato profetizzato dal profeta Gioele” (Atti 2: 16). Questa pioggia d'autunno era infatti il compimento della profezia di Gioele, l'inizio dunque di una nuova epoca, quella della “nuova alleanza” che ha avuto inizio nel giorno di Pentecoste e che Pietro ha chiamato gli ultimi giorni; poiché questo periodo della “nuova alleanza” sarebbe dovuto durare fino al rapimento della Chiesa. Questo non ha dunque niente a che vedere con una promessa “speciale” di un “grande risveglio mondiale” riservato per gli ultimi tempi. (Questa dottrina sta anche dietro al movimento dei “G 12”).

Negli ultimi giorni, dice Dio, io spanderò il mio Spirito su ogni carne...” (Atti 2: 17). Una tale dichiarazione era completamente incredibile per gli ebrei dell'epoca, i quali pensavano che lo Spirito di Dio veniva dato solo a qualche persona scelta da Lui. Ma, nel giorno di Pentecoste, centoventi di loro connazionali ebrei, uomini e donne, beneficiavano della stessa benedizione dello Spirito Santo come Mosè, Davide e gli altri profeti.

Gesù aveva appena compiuto l'opera gloriosa della redenzione sulla croce e niente altro poteva essere aggiunto a questo. La Buona Notizia doveva ormai essere proclamata al mondo intero cominciando da Gerusalemme. L'appello era ormai il seguente: “Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato” (Atti 2: 21).

12. Gesù ritornerà all'improvviso, stiamo dunque in guardia e vegliamo 

Concudendo, è molto importante sottolineare che la Bibbia parla di una grande seduzione spirituale che caratterizzerà la fine dei tempi, altro che un “grande risveglio mondiale”!!!

Mentre l'Evangelo verrà predicato a tutte le nazioni e molte anime saranno salvate fino al ritorno del Signore, sappiamo che l'umanità empia e ribelle si avvierà verso il precipizio del giudizio e della distruzione, rimanendo sorda ai numerosi avvertimenti, che Dio nel Suo immenso amore, gli rivolgerà ancora. Dopo il rapimento, anche la predicazione di due testimoni che faranno dei miracoli straordinari durante la grande tribolazione sarà rigettata (Apoc. 11: 3,10). I giudizi sempre più severi di Dio non potranno portare gli uomini al pentimento (Apoc. 9: 20,21), e anche la voce degli angeli sarà insufficiente per distogliere l'umanità dalla sua follia, dalla sua falsa spiritualità e dall'adorazione del falso messia (l'anticristo). Secondo le parole di questi passaggi della Scrittura, siamo ben lontani da un grande risveglio mondiale (Apoc. 14: 6,11).

Nell'Apocalisse, in cui ci viene descritta la condizione degli uomini e della società degli ultimi tempi, la parola “ravvedimento” viene utilizzata dodici volte. Le prime otto sono in rapporto alle sette chiese, alle quali Dio chiede di ravvedersi. Le quattro ultime referenze si trovano nel contesto degli ultimi giudizi di Dio sulla terra e ogni volta ci viene detto: “Essi non si ravvidero” (Apoc. 9: 20,21 e 16: 9,11).

Anche qui non c'è alcun riferimento ad un grande risveglio mondiale previsto per questo periodo della storia dell'umanità, come dicono alcuni: tutto il contrario!!!

Gesù ci avverte: “badate a voi stessi che talora i vostri cuori non si appesantiscano dall'eccesso nel mangiare o nel bere, o per le preoccupazioni della vita, e che quel giorno non venga su di voi all'improvviso, poiché esso verrà come un laccio (una rete) su tutti gli abitanti della terra. Vegliate e pregate in ogni tempo; affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere, e di comparire dinanzi al Figliolo dell'uomo” (Luca 21: 34,36).

5. Studio di un testo biblico sulla seduzione

L'apostolo Paolo, prima di descrivere quello che accadrà nel mondo negli ultimi giorni (2 Tim.3: 19), ci parla di ciò che accadrà all'interno della Chiesa durante questo periodo. Ecco ciò che dichiara: “Ma lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni abbandoneranno la fede per dar retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni” (1 Tim. 4: 1). Questo versetto è di un'attualità sconcertante per la nostra epoca; risponde a numerose domande che molti cristiani si pongono riguardo alla confusione spirituale che regna nella Chiesa.

Di conseguenza, esaminiamo adesso il significato molto importante di alcuni termini greci utilizzati in questo versetto, allo scopo di nutrire la nostra fede e di far aumentare il nostro discernimento spirituale. 

1. Significato greco dell'espressione: “ultimi tempi...” 

L'espressione “ultimi tempi” fa riferimento agli ultimi degli ultimi tempi. La parola “ultimo” in greco husterois è sempre in rapporto alla fine di qualcosa. Nel nostro testo si tratta dunque della fine degli ultimi degli ultimi giorni. E questo corrisponde esattamente alla nostra epoca attuale.

2. Significato greco del termine: “espressamente...”

Ma lo Spirito dice espressamente...”. La parola “espressamente” è in greco rhetos e significa esprimere qualcosa che viene detto chiaramente e in modo assolutamente certo. Si potrebbe quindi tradurre, “lo Spirito parla in modo innegabile, certo e incontestabile”, (“Lo Spirito parla in modo chiaro”, trad. in italiano corrente). Questa parola dello Spirito Santo è dunque formale. Queste cose annunciate accadranno senza alcun dubbio, esse sono inevitabili. Che cosa accadrà dunque? Alcuni saranno sedotti da spiriti e da dottrine di demoni e abbandoneranno la vera fede. Queste cose accadranno, è inevitabile.

3. Significato greco del termine: “fede...”

E perché essi abbandoneranno la fede? L'espressione “la fede” viene qui utilizzata in senso oggettivo. In altri termini la fede in questione, non concerne un soggetto particolare nella Bibbia, ma è in rapporto alla fede cristiana in generale, ovvero alle verità fondamentali delle Scritture, alla sana dottrina, tale e quale come ci viene insegnata nella Bibbia.

Lo Spirito Santo annuncia e avverte che negli ultimi giorni (ultimo periodo), alcuni nella Chiesa abbandoneranno la sana dottrina. Questi cristiani non considereranno più importanti le grandi dottrine della Bibbia, ma solo secondarie, noiose e morte.

Notate che non ci viene detto che essi si allontaneranno da Gesù, ma dalla sana dottrina. In realtà, allontanarsi dalla Parola di Dio, significa sempre allontanarsi da Gesù. Questa non è certo la loro intenzione, tuttavia, dobbiamo realizzare che allontanarsi dalla Parola, significa sempre allontanarsi dalla Persona del Signore Gesù.

4. Significato greco del termine: “abbandoneranno...”

Esaminiamo più da vicino il verbo “abbandoneranno”. In greco esso significa “allontanarsi da” e non è obbligatoriamente una decisione cosciente della persona. Ma descrive piuttosto qualcuno che si sposta da una posizione per andare in un'altra, così lentamente da non rendersi assolutamente conto di questo cambiamento. Tuttavia il cambiamento è avvenuto realmente. Il modo di pensare, molto lentamente, viene trasformato. Un passo dietro l'altro si allontana lentamente e abbandona poco a poco la vera fede.

Perché alcuni cristiani arrivano a questo punto? Semplicemente perché sono stanchi di ascoltare la Parola di Dio; l'hanno ascoltata così spesso, che si sentono quasi soffocati. Essi hanno smesso di ascoltare, adesso vogliono delle esperienze! E' certamente una buona cosa voler fare delle esperienze, ma devono essere bibliche! Perciò è necessario sapere che il Signore non ci condurrà mai lontano dalla Sua Parola. L'esperienza non deve mai prendere il posto della Parola di Dio, giammai! Le Scritture devono essere sempre l'unico fondamento delle nostre esperienze, e ogni esperienza non biblica deve essere categoricamente rigettata, anche se apparentemente ci fa “stare bene”. E' proprio qui che sta la seduzione, poiché noi pensiamo, a torto, che tutto ciò che ci fa stare bene viene obbligatoriamente da Dio. Che errore! Oggi, più che mai, dobbiamo essere molto prudenti!

Ogni desiderio smisurato, ostinato, morboso del soprannaturale, senza alcun autocontrollo, né fondamento biblico, può essere l'influenza di spiriti seduttori che cercano di allontanarci dalle Scritture utilizzando il sensazionale e lo spettacolare.

5. Significato greco del termine: “andare dietro...” (dar retta...)

Cosa dice il resto del versetto? “Alcuni abbandoneranno la fede per andar dietro (dar retta) a spiriti seduttori...”. Ritorniamo al verbo “andare dietro” (dare retta), poiché è molto importante. La parola greca, ci dà l'idea di qualcuno che “rivolge i propri pensieri in un'altra direzione”, allo scopo di considerare altre opinioni. Questo descrive quei cristiani che hanno consciamente aperto la loro intelligenza a nuovi pensieri e a nuove possibilità. Essi conoscono la Parola di Dio ma sono insoddisfatti e si dicono: “Sicuramente c'è ancora dell'altro...” Queste parole non descrivono esattamente la situazione attuale di numerose chiese?

Nelle nostre chiese abbiamo, oggi più che mai, bisogno di un buon insegnamento biblico, equilibrato e vivo. Oggi, di fronte a questa invasione di insegnamenti erronei, la sana dottrina è, purtroppo, sempre meno insegnata come si dovrebbe.

6. Significato greco del termine: “seduttori...”

La parola “seduttori”, in greco planos è estremamente importante. Essa corrisponde a qualcosa di giusto. Sei finalmente convinto di aver trovato una nuova rivelazione che è perfettamente giusta, oppure, di aver trovato qualcuno di cui puoi fidarti completamente. Ti stai dicendo che puoi avere piena fiducia in questa persona, che ha l'aria di sapere ciò che dice o ciò che fa.

Infatti la parola “seduttore” significa “prendere qualcuno per la mano e condurlo così lentamente fuori dalla via maestra, che non si rende neanche conto che sta lasciando questa strada”. Seduttore significa proprio questo. Hai piena fiducia nella persona che ti dirige. La conosci già da diverso tempo ormai, ma lentamente e certamente, questa persona ti sta conducendo fuori dalla via maestra della verità. La cosa peggiore è che la persona che seduce l'altra non sa che è sedotta ella stessa: crede di dirigersi nella giusta direzione...!

La seduzione inizia sempre con un piccolissimo compromesso con una verità della Parola di Dio. Questo compromesso ne genera un altro, poi un altro e un altro ancora, fino a che, senza che te ne rendi conto, ti ritrovi completamente lontano dalla Parola di Dio, camminando su una via parallela, quella dell'errore! Il minimo compromesso con la Parola di Dio apre dunque la porta alla seduzione spirituale ; ecco l'importanza fondamentale di stare attaccati alla sana dottrina, qualsiasi siano le nostre condizioni o le circostanze della nostra vita.

7. Significato greco del termine: “dottrine...”

E' particolarmente utile esaminare il significato della parola “dottrine”, in rapporto con le dottrine di demoni. Il termine greco didaskalia è composto dalla parola didasko, che significa “io insegno”, e dalla parola kalia che significa “buono o meraviglioso”. Così, didaskalia nell'insieme, ci parla di un buon insegnante dotato e pieno di talenti.

Colui che insegna non è soltanto un insegnante, ma un buon insegnante, ed anche un eccellente predicatore.

La seduzione è questa: egli utilizza i suoi doni per condurre il popolo di Dio lontano dalla Parola, attraverso esperienze, rivelazioni o dottrine extra-bibliche. I seduttori sono dunque spesso dei bravissimi oratori che impressionano molte persone con i loro talenti. Ma come smascherare questi seduttori?

L'apostolo Paolo dà questa risposta a Timoteo dicendogli, un po' più avanti, al versetto 6: “Esponendo queste cose ai fratelli, sarai un buon servitore (ministro) di Gesù Cristo, nutrito dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito esattamente” (1 Timoteo 4: 6).

8. Significato greco dell'espressione: “Esponendo queste cose...”

L'espressione “esponendo queste cose” (1 Tim. 4: 6), è la risposta alla domanda di cui sopra e viene dal greco hupotithemi che significa “costruire delle solide fondamenta” sulle quali un cristiano può riposare. E queste solide fondamenta non sono altro che la Parola di Dio.

L'apostolo Paolo, riassumendo, voleva dire a Timoteo che se la fede dei cristiani non era fondata sull'unica roccia irremovibile della Parola di Dio, essi si sarebbero esposti a tutti gli errori, a tutte le seduzioni, e portati qua e là (sballottati) da ogni vento di dottrina. Egli lo esortava dunque a non abbandonare mai l'insegnamento della sana dottrina e a non trascurare le verità fondamentali delle Scritture. Questo vale anche a per noi: profondamente radicate nella nostra vita, le Scritture ci permetteranno di discernere i seduttori e tutte le astuzie di Satana. Allora potremo essere degli uomini approvati da Dio, dei servitori che non debbano arrossire perché hanno dispensato in modo giusto la Parola di Dio (2 Timoteo 2: 15).

6. Trappole e seduzioni dei falsi profeti

L'apostolo Pietro, mosso dallo Spirito Santo, avverte in anticipo i cristiani che dei falsi profeti e dei falsi dottori avrebbero introdotto nella Chiesa delle sètte (eresie) perniciose (eresie di perdizione). In ogni epoca della Storia della Chiesa, dei tali individui hanno sviato lontano dalla verità molti figli di Dio. In questi tempi della fine, il fenomeno sarà di una vastità sempre più allarmante, perciò e' importante che ogni cristiano sappia discernere le trappole di questi falsi profeti che si infiltrano oggi fra di noi. Questi seduttori spingono i cristiani ad aggiungere delle “nuove dottrine” o “rivelazioni” alla Parola di Dio e a fare delle “esperienze” che non hanno alcun fondamento biblico e che, né il Signore, né gli apostoli hanno mai insegnato né praticato. Poiché cos'è quello che la Bibbia chiama “un altro Evangelo”, se non un Evangelo che né Gesù, né i suoi apostoli hanno mai predicato e insegnato (Gal. 1:6,10)?!

Come riescono dunque i falsi profeti ad introdurre nella Chiesa le loro false dottrine ed esperienze extra-bibliche? L'apostolo Pietro, nella sua seconda epistola (cap. 2 vers. 1,3), ci rivela l'astuzia e l'inganno che questi uomini usano per sedurre i cristiani e far loro accettare delle tali eresie. Ecco ciò che egli dichiara: “... sorsero fra il popolo dei falsi profeti, allo stesso modo ci saranno anche fra di voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e che, rinnegando il Signore che li ha riscattati si trarranno addosso un'improvvisa rovina. Molti li seguiranno nelle loro dissolutezze e per causa loro la via della verità sarà diffamata. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte e ingannatrici: il loro giudizio già da tempo è all'opera e la loro rovina non sonnecchia” (2 Pietro 2: 1,3)

Pietro li chiama “falsi profeti”. La parola greca è pseudopropheteia. Pseudo (falso) descrive qualcosa che è “falso, una finzione, una farsa, una menzogna”. La parola “profeta” viene dal greco propheteia ed è composta da pro e phiemi che insieme significano “parlare davanti, parlare da parte di, parlare in anticipo”. Così la parola “profeta” (propheteia), significa: 1) parlare davanti, 2) parlare da parte del Signore, 3) parlare in anticipo.

Se mettiamo insieme queste due parole (pseudo e profeti), scopriamo ciò che voleva dire Pietro. I “falsi profeti” sono infatti dei profeti ingannatori, mentitori, che pretendono di essere qualcosa che in realtà non sono affatto. Essi mischiano le loro proprie rivelazioni con quelle di Cristo, e portano dunque un messaggio che non è interamente conforme alla Parola di Dio. Dicono di parlare da parte di Dio, quando in realtà predicano solo se stessi e divengono i porta parola del nemico.

Quali sono dunque le astuzie che essi usano per introdurre le loro eresie nella Chiesa e quali sono le tragiche conseguenze nelle loro proprie vite? L'apostolo Pietro parla di severi giudizi di Dio verso coloro che hanno ingannato e sedotto dei cristiani. La strada di questi falsi profeti conduce lentamente, ma certamente, verso la rovina spirituale. Consideriamo dunque attentamente le loro vie, le loro manovre, le loro furberie e le loro perfidie, affinché non cadiamo nelle loro trappole. L'apostolo Pietro ci rivela nei loro confronti, sei verità nascoste.

PRIMA TRAPPOLA: “Essi introdurranno l'errore in modo camuffato (di soppiatto)...”

L'apostolo Pietro ci rivela come operano realmente questi falsi profeti. Egli dice che questi uonimi: “introdurranno delle sètte perniciose (eresie di perdizione)” (2 Pietro 2: 1). Fermiamoci alla prima parte del versetto: “essi introdurranno...”. Questo verbo ci rivela esattamente in che modo tali uomini riescono a portare le loro false dottrine nella Chiesa. Essi agiscono di tal sorta.

La parola “introdurranno”, in greco pareisago, ci da l'idea d'introdurre qualcosa in modo “segreto” e “clandestino” (nella versione italiana Luzzi è infatti “introdurranno di ‘soppiatto'”, ndt). Quindi si tratta di qualcuno che, introducendosi, porta qualcosa che nasconde. Pareisago è formata da tre parole greche, para, eis e ago. Para significa “accanto a” ed esprime qualcosa che è molto vicino. Eis significa “in” o “dentro” e ci dà l'idea “d'infiltrazione”. La terza parola ago significa “io porto”. L'idea è dunque “d'introdurre qualcosa che e' nascosto e che si tiene segretamente molto vicino a sé”.

La parola para indica dunque che questi falsi profeti tengono le loro dottrine particolarmente ben “nascoste” affinché nessuno possa vederle. Tutto questo rappresenta l'immagine di qualcuno che introduce segretamente qualcosa nella Chiesa, senza che nessuno se ne accorga.

Questi falsi profeti sanno molto bene che se introducessero la loro “nuova rivelazione” subito e apertamente, sarebbero immediatamente rigettati insieme alla loro “rivelazione”. Questo è il motivo per cui tengono il loro errore ben “nascosto”, aspettando il momento giusto per introdurlo, e in tale attesa, cercano di guadagnare la fiducia dei responsabili e di tutti i membri della chiesa.

La parola para indica anche che questi falsi profeti fanno un miscuglio sottile di verità e di errore. E' proprio facendo un tale amalgama che riescono ad ingannare coloro che li ascoltano e a produrre in essi una certa confusione mentale. In questo modo, mettendo la verità “accanto” all'errore, rendono quest'ultimo più piacevole da ascoltare, dandogli allo stesso tempo un' “apparenza” di verità.

Del resto, questi falsi profeti utilizzano pochissimi versetti biblici nei loro messaggi. Parlano piuttosto della loro “rivelazione”, della loro “nuova unzione”, o “esperienza soprannaturale” e questo allo scopo, soprattutto, d'impressionare i cristiani e di far loro accettare queste “novità”. Per giustificare ciò che essi dicono o ciò che praticano, come meglio si aggrada loro, adottano un cattivo metodo d‘interpretazione biblica prendendo spesso dei testi fuori dal loro contesto.

Dopo un grande congresso, un certo falso profeta, voltandosi verso un amico gli disse: “stasera ho utilizzato abbastanza versetti biblici per rendere più accettabile la mia nuova rivelazione alla folla?” Vedete, l'importante per lui non era la fedeltà alla Parola di Dio; ciò che contava ai suoi occhi era piuttosto sapere se era stato capace di rendere accettabile e credibile la sua “nuova rivelazione”. Una tale procedura è particolarmente pericolosa per i nuovi convertiti, i quali non sono ancora capaci di discernere la verità dall'errore.

Se i dirigenti delle nostre chiese non prendono sul serio la grande responsabilità che è la loro di “badare a se stessi e a tutto il gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo li ha stabiliti come sorveglianti (vescovi)” (Atti 20: 28), allora l'errore farà dei danni enormi, se non addirittura un male irreparabile all'interno della Chiesa.

SECONDA TRAPPOLA: “Introdurranno delle sètte perniciose (eresie di perdizione...)”

Osserviamo adesso ciò che questi falsi profeti “introducono di nascosto” nella Chiesa. Pietro, parlando di loro, dichiara che: “essi introdurranno delle sètte perniciose (eresie di perdizione). La parola “perniciose”, in greco apoleia significa “distruzione, deperimento, marciume, o rovina”.

La parola “sètta” (eresia) viene dal greco hairesis e significa letteralmente “scegliere”. Significava semplicemente una linea di condotta che una persona aveva “scelto” di seguire. Poco a poco nel tempo, questa parola ha cambiato senso, e Paolo in Galati 5: 22, la considera come un'opera della carne e la mette nella stessa categoria insieme all'idolatria, la magia, le querele, le gelosie, l'invidia, l'ubriachezza, ecc. Così la parola sètta (eresia) cominciava a significare molto di più di una “forte opinione” o di “una scelta personale”; significava credere ad un'esperienza che non ha fondamento biblico.

Al tempo di Pietro, il fatto di credere a qualsiasi rivelazione o esperienza soprannaturale ed extra-biblica, era una cosa talmente seria che la parola hairesis, in 2 Pietro 2: 1, aveva cambiato senso, divenendo quello di una fede totalmente incompatibile con le verità fondamentali delle Scritture.

Inoltre l'apostolo chiama queste sètte (eresie) “perniciose” (o di “perdizione”). Abbiamo appena esaminato il significato di questa parola. Pietro vuole dunque darci il seguente avvertimento: “se passate tutto il vostro tempo a cercare delle nuove rivelazioni, esperienze, unzioni, visioni, sensazioni, ecc. senza fondamento scritturale, tutte queste cose non vi faranno in ogni caso crescere spiritualmente. Al contrario, presto o tardi, sperimenterete nella vostra vita cristiana: “rovina, distruzione e deperimento”.

TERZA TRAPPOLA: “Molti li seguiranno...”

Questi falsi profeti, essendo sedotti essi stessi, seducono purtroppo anche molti cristiani. Pietro dice: “Molti li seguiranno nelle loro dissolutezze e a causa loro la verità sarà diffamata”. Notiamo bene ciò che è scritto: “molti li seguiranno...”. La parola “molti”, in greco hoi polloi significa “masse” o “moltitudini” di persone. Che tragedia allorquando le moltitudini di cristiani seguono ciecamente e senza alcun discernimento, dei leaders o dei movimenti, fossero anche i più importanti e i più rinomati!

Questi falsi profeti feriscono molti cristiani, eppure molti di essi li seguono, perché sono molto abili nel trascinarseli dietro! Tuttavia, in realtà questi cristiani non seguono tali uomini, ma piuttosto il loro stile di vita, poiché è scritto che “molti li seguiranno nelle loro dissolutezze”. Essi sono dunque talmente attratti dal modo di vivere di questi falsi profeti, che Pietro utilizza il verbo “seguiranno”, in greco exakouloutheo, che significa letteralmente “seguire con l'idea di fare la stessa cosa”. E li seguiranno in cosa...? “Nelle loro dissolutezze”. Dissolutezza viene dal greco aselgeia e rivela l'idea di qualcosa “di eccessivo”, “di smisurato” o “di spudorato”.

Per strani motivi, che lo stesso discepolo del Signore non riesce a spiegare completamente, è purtroppo vero che, più un servitore di Dio ha una vita strana o egocentrica e più certi cristiani si sentono attratti da lui. Nessuno può attrarre una grande folla più rapidamente di un esaltato o di un fanatico!

QUARTA TRAPPOLA: “Nella loro cupidigia, vi sfrutteranno...”

L'apostolo Pietro, con queste parole, ci rivela il motivo per cui tali uomini portano tutte queste “novità”. Egli dice che è a causa della loro “cupidigia”. La parola greca è pleonexia e significa “desiderare di più e sempre di più”. In un certo senso, è del tutto normale e stimabile desiderare sempre più alcune cose come, ad esempio: più amore, più sapienza, più conoscenza, più discernimento, ecc. Ma pleonexia significa in questo caso il desiderio di possedere ciò che un uomo non ha il diritto di desiderare e ancor meno di accaparrarsi. Si tratta dunque piuttosto di cattive ambizioni, di desideri smodati che spingerebbero qualcuno ad avere più rivelazione, più unzione, più emozione, più reputazione (rinomanza), più denaro, più potere e più influenza sugli altri.

Le false dottrine nascono sempre dal desiderio di mettere le proprie idee o quelle di altri al posto della Parola di Dio. Per usare una sola espressione, questi falsi dottori sono “semplicemente” colpevoli di usurpare il posto di Gesù Cristo!

SESTA TRAPPOLA: “Essi vivono nella dissolutezza...”

Pietro, attraverso queste parole, ci vuole far notare gli effetti provocati dalle false dottrine. Egli parla della “dissolutezza” dei falsi profeti e dei falsi dottori. La Parola greca per “dissolutezza” è asalgeia e descrive l'attitudine di qualcuno d'immorale che non ha più vergogna del suo peccato e che non teme più né il giudizio di Dio, né quello degli uomini.

Dobbiamo dunque ricordarci ciò che nascondono questi falsi profeti. Essi pervertono la grazia di Dio in una grazia inesauribile; si sentono liberi di fare tutto ciò che vogliono, anche di peccare, dato che per grazia, Dio perdonerà sempre. Tutto questo non significa giocare con la grazia?

Una tale attitudine disonora e discredita irrimediabilmente il vero Evangelo. La Parola di Dio dice che molti “professano di conoscere Dio, ma con le loro opere (con il loro modo di vivere) lo rinnegano”? (Tito 1: 16).

Se siamo salvati solo per grazia di Dio e non per le opere affinché nessuno possa vantarsi (Efesini 2: 8,9), e possiamo avere su questa terra la certezza della nostra salvezza (1 Giovanni 5: 8,9), questa stessa “grazia di Dio, sorgente di salvezza per tutti gli uomini, ci insegna anche a rinunciare all'empietà e alle concupiscenze mondane e a vivere in questo mondo secondo sapienza, giustizia, e pietà alfine di essere un popolo che gli appartiene, purificato e zelante nelle opere buone” (Tito 2: 11,14). Noi crediamo dunque che, per mezzo dello Spirito Santo, il cristiano rigenerato produrrà necessariamente delle buone opere, che possano attestare la qualità della sua fede. Queste buone opere di cui ci parla Paolo sono certamente la conseguenza e non la causa della salvezza. Non siamo salvati dalle buone opere, ma per le buone opere. La vera fede che salva, dunque produrrà sempre un cambiamento radicale nella vita di una persona, altrimenti una fede senza le opere sarebbe morta, come ci ricorda l'apostolo Giacomo (Giac. 2: 26). Inoltre, un insegnamento che giustifica il peccato con il pretesto che siamo sotto la grazia, è una falsa dottrina e un altro Evangelo. Poiché “se uno è in Cristo, è una nuova creatura. Le cose di prima sono passate, ecco sono diventate nuove” (2 Cor. 5: 17).

L'apostolo Pietro, attraverso questo versetto estremamente serio, vuole avvertirci che tali falsi profeti e falsi dottori, che circolavano in mezzo a loro già a quell'epoca, turbavano ed ingannavano i cristiani del suo tempo. Questi seduttori, che avevano l'apparenza di amare e di servire Dio, in realtà insegnavano e praticavano delle cose in completa contraddizione con l'insegnamento del Signore e dei suoi apostoli. Lo Spirito Santo avvertiva, fin da quell'epoca, che la fine di tali uomini sarebbe stata la distruzione (2 Pietro 2: 3). Poiché hanno introdotto insidiosamente (di soppiatto) delle false dottrine nella Chiesa, alla fine, esse stesse distruggeranno loro. In questi tempi della fine, coloro che sviano dalla sana dottrina gli altri, non potranno sfuggire al giudizio di Dio che, presto o tardi, cadrà su di loro.

Prendiamo tutti sul serio le ultime parole che l'apostolo Pietro ci indirizza in questa epistola: “Voi dunque, diletti, sapendo queste cose (essendo avvertiti), state in guardia, che talora trascinati anche voi dall'errore degli scellerati non scadiate dalla vostra fermezza; ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.” (2 Pietro 3: 17,18).

7. Saper discernere i falsi miracoli

Al momento attuale, specialmente all'interno dei movimenti carismatici, molti cristiani sono fortemente e assai facilmente impressionati da qualsiasi servitore di Dio che manifesta qualcosa di soprannaturale nel suo ministero. Per questo hanno riposto in loro una fiducia cieca. Tuttavia Gesù, non ha detto che avremmo riconosciuto un vero profeta dai suoi “doni” o dai suoi “frutti”. Ma, come abbiamo già visto nel terzo capitolo, dal suo insegnamento e dalla sua dottrina (Matteo 7: 15,23).

1. I falsi miracoli

La Bibbia ci mette costantemente in guardia contro la potenza di Satana, che nell'ambito del soprannaturale è all'opera senza sosta. E gli esempi non mancano: i maghi egiziani dimostrarono di essere capaci di imitare alcuni prodigi di Mosè (Esodo 7: 11,22 – 8: 3,14). Anche Simone il mago, stupiva la Samaria con i suoi atti di magia (Atti 8: 9,11). Luca menziona libri sull'occultismo che servivano ad esercitare le arti magiche (Atti 19: 19).

Ai giorni nostri, come allora, vi è molto raggiro in questo tipo di magia. Tuttavia il Signore Gesù e i suoi apostoli parlano apertamente di grandi prodigi e di miracoli compiuti da falsi profeti al solo scopo di sedurre... anche gli eletti (Matteo 24: 24). Se non vi fosse un pericolo reale riguardante la seduzione degli eletti, questa messa in guardia sarebbe superflua. Del resto, i segni e i prodigi menzogneri e diabolici, saranno una delle caratteristiche più evidenti della carriera dell'Anticristo e della fine dei tempi (2 Tessalonicesi 2: 9,12 – 1 Timoteo 4: 1,2 – Apocalisse 13: 13,15).

Le domande cruciali che ogni vero cristiano deve porsi oggi, sono dunque le seguenti: è possibile che Satana si nasconda dietro certe “manifestazioni spirituali” o certi “nuovi profeti” da lui utilizzati? E' possibile che noi li vediamo come degli “inviati da Dio”, quando in realtà sono gli strumenti del nemico? Ad esempio, potrebbe Satana stesso provocare un problema per dare subito dopo una soluzione che sembrerebbe venire da Dio, quando in realtà verrebbe da lui? Satana può contraffare molto bene certi segni o miracoli e utilizzarli al solo scopo di sviare il Popolo di Dio.

2. Come discernere un vero miracolo da uno falso

Malgrado ogni contraffazione, il nostro Dio è l'Iddio Onnipotente e compassionevole, capace quindi di compiere dei miracoli. Le Scritture ci dicono che Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno (Ebrei 13: 8). Ma i miracoli autentici vanno sempre di pari passo con la proclamazione dell'Evangelo e onorano sempre il Signore Gesù Cristo e la Sua Parola. “I discepoli se ne andarono a predicare dappertutto. Il Signore operava con loro e confermava la Parola con i miracoli che l'accompagnavano” (Marco 16: 20). Se non esistessero i veri miracoli, allora Satana non avrebbe niente da contraffare.

Come discernere dunque il vero dal falso? Utilizzando sempre la pietra di paragone che è la Parola di Dio. Se un miracolo viene prodotto da “un profeta” che predica delle false dottrine e ci allontana in tal modo dall'insegnamento biblico, deve essere rigettato risolutamente! (Deuteronomio 13: 1,5). Se il soprannaturale mira alla gloria personale di un uomo o di una chiesa, non è nello Spirito di Cristo, il quale non ha mai fatto niente di straordinario per sé stesso (Atti 10: 38 – 1 Corinzi 12: 7). I miracoli autentici manifestano dunque sempre la grandezza, la santità e la compassione di Dio. Di conseguenza i prodigi assurdi e puerili non possono affatto venire da Lui.

Nella nostra epoca, così vicina alla fine, i prodigi menzogneri abbonderanno sempre di più, e questo sia negli ambienti religiosi (anche evangelici) che in quelli dell'occultismo. Che possiamo avere sempre questo “amore per la verità” per poter ricevere il discernimento necessario il quale ci aiuterà ad accettare i veri miracoli e a rigettare le contraffazioni del nemico.

3. Come Dio prova i falsi profeti nel libro del Deuteronomio

Esaminiamo attentamente due importanti capitoli di questo libro, poiché essi ci rivelano delle verità fondamentali riguardanti i falsi profeti e i loro falsi miracoli. L'insegnamento che troviamo in Deuteronomio 18: 20,22 è il seguente: se qualcuno di definisce profeta e ciò che dice da parte dell'Eterno non si realizza, non dobbiamo ascoltarlo, né temerlo, poiché è un falso profeta.

Eppure Mosè ci parla di una seconda categoria di profeti che hanno la capacità di compiere segni e prodigi, rimanendo dei falsi profeti. Come mai questo? Dio permette che certi “miracoli” si realizzino per provare la lealtà e la fedeltà del Suo popolo nei confronti della SUA PAROLA. Poiché Mosè dice: “quando sorgerà in mezzo a te un profeta... che ti mostri un segno o un prodigio, e il segno o il prodigio di cui ti ha parlato succede (si realizza) ed egli ti dice: andiamo dietro a dei stranieri (altri dei)... e serviamoli! Tu non ascolterai le parole (non darai retta alle parole) di quel profeta... perché l'Eterno, il vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate l'Eterno, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima... voi osserverete i suoi comandamenti, ubbidirete alla sua voce, lo servirete e vi terrete stretti a Lui...” (Deuteronomio 13: 1,5).

Il falso profeta di cui si realizzano i segni e le predizioni rappresenta per i cristiani, un pericolo ancora più grande, del profeta le cui parole non si realizzano. Infatti, molti cristiani sono pronti a seguire ciecamente tutto ciò che è miracoloso o soprannaturale, soprattutto se questo viene fatto “nel nome di Gesù”. In tali circostanze euforiche e spettacolari, solo pochi cristiani realizzano veramente che sono ingannati e sedotti, e che percorrendo quella via “seducente” si sviano lontano dalla verità dell'Evangelo.

4. Perché Dio lascia agire questi falsi profeti?

Dio, come abbiamo appena letto, permette il compimento di certe “profezie” o “prodigi” realizzati da falsi profeti che predicano false dottrine. Egli prova in questo modo i suoi figli,alfine di conoscere la disposizione dei loro cuori e se essi osservano i suoi comandamenti” (Deuteronomio 8: 2). Le domande che dobbiamo sempre porci sono dunque le seguenti: stiamo seguendo i miracoli a qualsiasi costo, anche a discapito della Verità? Seguiamo il Signore perché amiamo Lui, o per le sue benedizioni? Per amore o per interesse? Desideriamo davvero mostrare al Signore che i nostri cuori sono prima di tutto e al di sopra di tutto attaccati a Lui e alla Sua Parola? La fedeltà alla Parola di Dio deve essere prioritaria rispetto ai miracoli e le esperienze spirituali! Poiché, in questi tempi, molti cristiani confondono la sete del soprannaturale con la sete di Dio!

Se ti accade di incontrare del falsi profeti che manifestano dei doni soprannaturali, guariscono i malati o danno profezie che si realizzano, come essere sicuro che si tratti di “falsi profeti”? Troveremo la risposta, come già precisato, esaminando il contenuto dei loro insegnamenti. Ed è proprio qui, purtroppo, il difetto di molti cristiani. Essi trascurano di esaminare le dottrine e i metodi di questi predicatori. Sono così affascinati dai segni, dai prodigi, dai miracoli, dal soprannaturale, dalla folla, dalla forte personalità di tali dirigenti e anche dalla loro apparente “umiltà”, da chiudere gli occhi sui gravi errori dottrinali. Questo è il motivo per cui il movimento carismatico in generale, come molte chiese, attualmente si trovano in una simile confusione spirituale! Sono soprattutto questi “nuovi profeti” e questi “leaders spirituali” dei quali abbiamo parlato nei capitoli precedenti che, pur manifestando dei doni spettacolari, conducono in modo subdolo il Popolo di Dio in ogni sorta di eresie e di false dottrine che la Parola di Dio rigetta categoricamente.

5. Cosa fare se sei già stato sedotto?

A dispetto di tutto questo, ricordiamoci sempre che Gesù Cristo è sovrano, che rimane il Capo della Chiesa, e che conosce in modo competente tutto ciò che avviene. Egli permette dunque, ancora oggi, la manifestazione di questi falsi profeti e il compimento di alcune delle loro “profezie” esattamente per provare (mettere alla prova) i suoi figli, poiché è scritto che il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio (1 Pietro 4. 17).

Forse anche tu fai parte di quei cristiani che non hanno vinto in questa prova e realizzi solo adesso che sei stato ingannato o che ti hanno sedotto. Se le cose stanno così, fatti coraggio, esiste sempre una possibilità per ritornare alla Verità di Dio. Riconosci e confessa dunque sinceramente i tuoi errori e i tuoi sviamenti dottrinali, e ri-consacrati al Signore, animato da una fede completamente nuova e fondata esclusivamente sulla Parola di Dio! Il discernimento spirituale che avrai acquisito, in seguito a tali sciagurate esperienze, aumenterà la tua prudenza e ti renderà più forte per affrontare altre eresie e altri combattimenti. Esso ti permetterà anche di aiutare certi cristiani che, come te, sono stati imbrogliati nella loro fede.

La pazienza e la grazia di Dio nei tuoi confronti non potranno ormai che aumentare e approfondire il tuo amore per il Signore e la tua fedeltà alla Sua Parola. Gesù ha detto: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” (Giovanni 14: 15).

8. L'amore per la verità: un imperativo per gli ultimi tempi

Il nostro unico antidoto contro la seduzione spirituale degli ultimi tempi sarà “l'amore per la verità”. Poiché soltanto colui che conoscerà e amerà la verità giungerà a scoprire (a riconoscere) la contraffazione e l'errore. Se non abbiamo adesso questo “amore per la verità” fino al punto di lasciarci rimettere in questione da essa, allora saremo delle facili prede per ogni sorta di seduzione presente o futura. Del resto questo è anche il motivo per cui, alla fine dei tempi, molte persone periranno.

Riguardo a questo periodo la Bibbia dice: “L'apparizione di quell'empio avrà luogo (avverrà) per la potenza (l'azione efficace) di Satana con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi e con ogni sorta di inganno (con tutte le seduzioni dell'iniquità), (vers. in ital. corr. ‘con tutta la forza di falsi miracoli e di falsi prodigi') a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore per la verità per essere salvati (it. corr. ‘perché non hanno accolto e non hanno amato la verità, quella verità che li avrebbe salvati'). Perciò Iddio manda su di loro una potenza di sviamento (una forza di inganno), onde credano alla menzogna...” (2 Tessal. 2: 9,12).

Fin dall'inizio della creazione, il punto centrale della relazione dell'uomo con Dio è sempre stato il suo rifiuto o la sua accettazione della verità della Parola di Dio. Questa alternativa si pone ancora oggi, sia per l'umanità in generale, che per un cristiano in modo particolare.

1. Perché alcuni cristiani saranno sedotti?

A questo punto possiamo porci la seguente domanda: perché alcuni cristiani possono essere sedotti? Coloro che non hanno l'amore per la verità lo saranno. In realtà, certi cristiani preferiscono ascoltare dei predicatori che amano, e che non chiedono mai loro di rimettersi in questione davanti alla Parola di Dio, nutrendo così il loro ego (io), ovvero la loro carne o i loro desideri personali. Essi pensano di poter essere “cristiani” e di poter fare, allo stesso tempo, quello che vogliono e ciò che piace loro. Insomma, vogliono un Gesù e un Evangelo senza croce. Come calzano bene e come sono profetiche le parole dell'apostolo Paolo quando dice: “poiché verrà il tempo in cui gli uomini non sopporteranno più la sana dottrina (it. corr. ‘non vorranno più ascoltare la sana dottrina ‘) ma per il desiderio di ascoltare delle cose piacevoli, andranno dietro (seguiranno) una folla di dottori secondo le loro proprie voglie (i quali insegneranno loro le cose che essi avranno voglia di ascoltare) e andranno dietro alle favole” (2 Timoteo 4: 1,5).

E' proprio questo amore per la verità che ci preserverà dagli inganni del nostro cuore malvagio e dalle astuzie del diavolo. Che possiamo avere tutti l' amore per la verità!

La verità è buona in sé stessa. Essa è per l'anima ciò che la luce è per il corpo. E' naturale per l'uomo amare la luce e anormale fuggirla. Accogliamo dunque la verità con amore alfine di comprenderla meglio, di apprezzarla e di poter così usufruire dei suoi benefici. Gesù ha detto: “conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8: 32).

2. Molti cristiano non fanno nessuna riflessione personale (non riflettono più)

Un altro importante motivo per cui certi cristiani vengono così facilmente sedotti è perché non si prendono mai il tempo per riflettere. Troppi di loro seguono ciecamente un pastore o un movimento, senza controllare con la Parola di Dio (nell'intero contesto) l'insegnamento che viene loro portato. In effetti, è molto più facile lasciare che gli altri pensino al tuo posto; poiché così quando le cose andranno male, potrai biasimarli e fare la vittima.

Purtroppo sono numerosi i cristiani che non sono più gli “uomini della Bibbia” o il “popolo della Bibbia”! Secondo una recente indagine, soltanto il 15% circa di coloro che frequentano assiduamente una chiesa, leggono regolarmente la loro Bibbia...! Per questo, quando dei predicatori o dei leaders spirituali predicano loro delle false dottrine, non se ne rendono neanche conto. Eppure la Bibbia contiene numerosi avvertimenti riguardanti i falsi dottori e le loro cattive influenze. L'apostolo Paolo rivolge questa seria raccomandazione ai responsabili della chiesa di Efeso: “Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha stabiliti vescovi (sorveglianti), per pascere la Chiesa del Signore che Egli si è acquistata con il proprio sangue. Io so che dopo la mia partenza si introdurranno in mezzo a voi dei lupi rapaci (crudeli) i quali non risparmieranno il gregge: e sorgeranno fra voi stessi uomini che insegneranno cose perverse per trarre i discepoli dietro di loro. Perciò vegliate, ricordandovi che durante tre anni io non ho mai cessato, notte e giorno, di ammonire ciascuno di voi fino alle lacrime” (Atti 20: 28,31).

Tuttavia, noterete che ogni pastore attaccato alla sana dottrina non potrà che rallegrarsi davanti all'attitudine di un cristiano che esamina alla luce delle Scritture tutto ciò che ascolta. Quest'ultimo rivela, in tal modo, la sua maturità spirituale, una fede solida e personale nella Parola di Dio, e che i suoi occhi non sono fissati sugli uomini, ma solo sul Signore Gesù. (Ebrei 12: 2).

3. La Bibbia ci parla di una fede tramandata “una volta per sempre”

Diletti, come desideravo vivamente scrivervi al riguardo della nostra comune salvezza, mi trovo ora costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata tramandata ai santi una volta per sempre(Giuda, v. 3).

L'espressione “una volta per sempre”, in greco apax, è in questo caso, estremamente importante, poiché ingloba l'idea di qualcosa che è “compiuto” e “completo”. Giuda, utilizzando questa parola, dichiara senza alcuna ambiguità che la Parola di Dio scritta non ha assolutamente bisogno di nessun miglioramento, di aggiunte, di sottrazioni o di “nuove rivelazioni” per completarla, come pretendono molti di questi “nuovi profeti” carismatici. Di conseguenza, la vera fede (la sana dottrina) trasmessa una volta per sempre” significa che la Bibbia è la rivelazione “finale” di Dio agli uomini e che è perfetta. Essa è realmente “definitiva” e “completa”. In altre parole, non c'e dunque più niente da aggiungere, né da togliere. I giudizi severi di Dio verso coloro che hanno “l'audacia” di fare queste cose, sono davvero notevoli (Apoc. 22: 18,19).

Scrivendo la frase “una volta per sempre”, l'apostolo ci rivela la battaglia concernente la realtà della Parola di Dio. I falsi profeti e i falsi dottori, già a quell'epoca, cercavano di aggiungere alla Parola di Dio delle nuove esperienze.

Questo messaggio proclamato con autorità per i cristiani di tutti i tempi è in assonanza con ciò che dice Paolo anche in 2 Timoteo: “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio, e utile per insegnare, per correggere, per istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto e pronto per le buone opere” (2 Tim. 3: 16).

4. Una fede che dobbiamo difendere con tutte le nostre forze

Giuda ci esorta ancora a “combattere per la fede trasmessa ai santi una volta per sempre”. La parola “combattere” in greco epagonizomai viene dalla parola agonia e significa letteralmente “lottare”, “soffrire”, “combattere un combattimento”, “fare degli sforzi inauditi ed estenuanti”.

Questa stessa parola viene utilizzata parlando dell'agonia del nostro Salvatore, e dei lottatori e atleti, i quali lottano con tutta la loro forza per riportare la vittoria. Così, quando Giuda utilizza questo termine “combattere”, non vuole dire soltanto che bisogna conservare la fede con molta cura o stimarla grandemente. Questa parola significa soprattutto, che occorre lottare con tutte le nostre forze alfine di preservarne la purezza, impegnarci energicamente, utilizzare tutta la nostra intelligenza e la nostra energia per difenderla; se necessario anche a soffrire fino all'agonia e a morire per essa. Giuda vuole avvertirci che questo non sarà un impegno facile, al contrario, sarà un combattimento difficile, estenuante, che ci mette alla prova, e che incontrerà molta opposizione da parte di coloro che cercano sempre di fare dei compromessi con la Verità. Ma è proprio attraverso questo “combattimento” che il Signore “proverà” il cuore dei suoi figli, i quali riveleranno in tal modo se sono veramente attaccati alla Sua Parola.

Non dimentichiamoci che, in ogni epoca, alcuni uomini sono stati tentati di adattare il messaggio evangelico alle idee e ai gusti del tempo, sperando così di renderla più accessibile e piacevole per i loro contemporanei. E' per questo che l'epistola di Giuda conserva tutta la sua attualità nella Chiesa di oggi. Se essa disturba, disturba solo quelli che hanno uno spirito “di compromesso”, ma certamente non coloro che hanno l'amore per la verità”. Ai giorni nostri, una tale attitudine di fermezza e di fedeltà nei confronti della Parola di Dio, viene purtroppo vista con sospetto, disprezzo e condanna da numerosi leaders del movimento carismatico. Sei tu personalmente e veramente impegnato in questo “combattimento” per la Verità?

5. La necessità di essere dei cristiani di Berea

Nel libro degli Atti, leggiamo che i cristiani di Berea possedevano questo “amore per la verità”, ed è questa la ragione per cui sono stati lodati da Dio, perché essi “esaminavano ogni giorno le Scritture, per vedere se ciò che veniva detto loro era esatto” (Atti 17: 11).

Tutti coloro che anche oggi cercano di fare come i cristiani di Berea, sono accusati da alcuni leaders carismatici odierni, di essere degli orgogliosi e dei ribelli. Che contrasto con ciò che dice la Scrittura! Il miglior servizio che può rendere un pastore ad un cristiano non è forse proprio quello di incoraggiarlo a verificare tutto ciò che legge o ascolta alla luce della Parola di Dio?!

Lo Spirito Santo, che è l'autore del libro degli Atti, vuole quindi dirci che i cristiani di Berea sono un vero modello per tutti i cristiani di ogni tempo. Nessuna interpretazione biblica o dottrinale dovrebbe essere accettata in modo passivo. Al contrario, ogni insegnamento o esperienza dovrebbe essere sempre esaminata scrupolosamente attraverso uno studio serio e completo delle Scritture. “Essi (i cristiani di Berea) esaminavano ogni giorno le Scritture per vedere se ciò che veniva detto loro era esatto” (Atti 17: 11).

In questo passaggio notiamo del resto, che la parola tradotta con “esaminare”, in greco anakrino, significa “passare al vaglio e fare delle serie e scrupolose ricerche”. Questa parola è dunque molto importante, poiché ci indica l'attitudine da tenere ogni qualvolta ascoltiamo un predicatore.

Eppure, quello che sentiamo in certi ambienti attualmente, è l'esatto contrario; particolarmente da parte di certi leaders legati alla “benedizione di Toronto”. Essi esortano i cristiani con queste parole: “non cercate né di capire, né di analizzare, mettete da parte la vostra ragione”. Mentre il libro degli Atti dice esattamente il contrario! Che accecamento! Non è una cosa qualunque... E' un ordine del Signore: ogni dottrina, e ogni esperienza spirituale deve essere esaminata minuziosamente alla luce della Parola di Dio.

6. Il vero amore non nasconde la verità

Le Scritture ci insegnano chiaramente che mostrare i suoi errori ad un fratello che si sta sviando è necessario e salutare: “chi tiene conto della correzione, segue la via della vita, ma chi non fa caso alla riprensione si svia (si smarrisce)” (Proverbi 10: 17). Colui che ama davvero non può fare a meno di dire la verità, ma ovviamente questa deve essere detta con amore. La correzione è una testimonianza d'amore da parte di colui che la espone, e non una mancanza di amore. Non è neppure un atto di giudizio, di rigetto o di condanna, come pretendono coloro che rifiutano la verità perché essa li disturba. Il Signore non corregge forse colui che ama?! (Ebrei 12: 6).

Il vero amore non può dunque rimanere silenzioso, allorquando intenzionalmente o per ignoranza, il Popolo di Dio viene condotto nell'errore. D'altra parte l'ignoranza non potrà essere una scusa davanti a Dio, poiché abbiamo tutti la Sua Parola per essere istruiti, illuminati, guidati e corretti.

L'apostolo Paolo stesso ha ripreso Pietro pubblicamente, perché quest'ultimo stava introducendo l'errore fra alcuni discepoli (Galati 2: 11). Ma lo ha fatto per amore nei confronti di Dio, per amore della verità, per amore nei confronti di un suo fratello, e anche nei confronti di tutti i cristiani. Egli ha ugualmente ripreso pubblicamente l'apostolo Pietro per difendere e preservare la sana dottrina nella Chiesa.

Attraverso questo passaggio, possiamo vedere che ogni servitore di Dio può sbagliarsi, anche il più grande e il più rinomato! L'apostolo Pietro ha reagito bene di fronte alle esortazioni dell'apostolo Paolo; non si è infastidito o irritato dicendo: “tu stai distruggendo tutta la mia autorità spirituale e il mio ministero, e inoltre davanti a tutti” ; o ancora, ad esempio: “chi sei tu per giudicarmi e umiliarmi in questo modo davanti a tutti?”. Ma al contrario, Pietro non ha affatto pensato alla sua reputazione, come avrebbero fatto molti servitori di Dio di oggi. Egli ha umilmente riconosciuto il suo errore ed ha accettato di essere ripreso affinché potesse continuare il suo ministero con l'approvazione divina. Che bellissimo ESEMPIO DI UMILTA' e di coraggio!!

7. L'urgenza di predicare tutto il consiglio di Dio

Molti cristiani e servitori di Dio sono molto critici verso coloro che denunciano le false dottrine nella Chiesa. Essi dicono che la responsabilità di un predicatore è solo quella di predicare l'Evangelo e che non devono giudicare gli altri. “E' lo Spirito Santo che lo farà”, dicono loro. Se così fosse le false dottrine non avrebbero proliferato attraverso i secoli. Le sètte non si sarebbero moltiplicate così facilmente e non avrebbero sedotto una tale moltitudine di persone portandole lontano dalla verità.

Questo metodo di predicare unicamente l'Evangelo senza denunciare le false dottrine, significa fallire nella missione che Dio ci ha assegnato di annunciare “tutto il consiglio di Dio”. L'apostolo Paolo aveva un altro concetto del ministero quando ha detto agli anziani di Efeso: “Ed ora ecco, io so che voi tutti fra i quali sono passato predicando il Regno, non vedrete più la mia faccia. Perciò, vi dichiaro oggi che io sono netto (puro) del sangue di tutti voi, poiché io non mi sono tratto indietro dall'annunciarvi tutto il consiglio di Dio, senza nascondervi niente” (Atti 20: 25,27).

Certi pastori limitano la loro predicazione solo al messaggio della salvezza senza considerare le altre importanti verità della Parola di Dio. In altre parole, si partoriscono delle anime per il Regno di Dio, ma non si vuole né istruirle, né proteggerle dal pericolo, come farebbero dei genitori nei confronti dei loro bambini. Che “razza” di genitori sarebbero quelli pronti a far nascere dei bambini ma che si rifiutassero in seguito di nutrirli, vestirli, istruirli e proteggerli dai pericoli della vita, con il pretesto di averli rimessi nelle mani di Dio? Eppure è proprio questo, ciò che fanno molti pastori con le persone che sono state affidate loro. Evitano le controversie e hanno paura di disciplinare alcuni dei loro membri nel timore di perderli.

Se esiste un epoca, nella storia della Chiesa, in cui gli avvertimenti concernenti le false dottrine dovrebbero essere ascoltati, è proprio la nostra. Siamo negli ultimi tempi in cui i falsi profeti e i falsi dottori prolifereranno sempre di più in numerose chiese, e tutto ciò ad una velocità allarmante! In pratica, tutti gli autori delle epistole del Nuovo Testamento ci avvertono e ci mettono in guardia contro i seduttori che si infiltreranno fra di noi, in maniera sempre più subdola. Come un pastore (di pecore) difende il suo gregge contro i lupi crudeli e rapaci, il pastore deve difendere la sana dottrina per proteggere la vita spirituale della sua chiesa.

8. Sono le false dottrine che dividono

L'apostolo Paolo è categorico su questo soggetto quando dice: “Vi esorto, fratelli a tenere d'occhio quelli che causano divisioni e ostacoli fra i credenti, opponendosi all'insegnamento che avete ricevuto. Allontanatevi da loro. Poiché quei tali non servono Cristo nostro Signore, ma il loro proprio ventre; e con dolci e lusinghiere parole seducono il cuore dei semplici(Romani 16: 17,18).

Paolo ci avverte di stare in guardia, di “tenere d'occhio” quelli che causano divisioni introducendo delle false dottrine. Non sono quelli che difendono la verità che causano le divisioni, ma piuttosto coloro che introducono l'errore. Sono questi ultimi che devono sentirsi responsabili di dividere il Corpo di Cristo, e non quelli che si allontanano da loro a causa delle loro false dottrine.

Vi sono molti altri testi biblici che ci esortano a rimanere fedeli alla sana dottrina. Paolo rivolgendosi a Timoteo, fin dall'inizio della sua prima epistola gli dice: “Ti ripeto l'esortazione che ti feci quando andavo in Macedonia, di rimanere ad Efeso per ordinare (per raccomandare) a certuni di non insegnare altre dottrine (di non insegnare dottrina diversa)...” (1 Tim. 1: 3). Ed esorta Tito dicendogli: “Esponi le cose che sono conformi alla sana dottrina” (Tito 2: 1).

Ed oggi, in molte chiese ci vogliono far credere che non bisogna parlare più di dottrina, perché essa divide i cristiani. Quando in realtà non è la “sana dottrina” che divide i cristiani, bensì le false dottrine!

9. La verità ha la priorità sull'unità

Attualmente vi è una tendenza molto forte, fra molti pastori e molti credenti, a ricercare l'unità a qualsiasi costo. Questo, a prima vista, può sembrare una cosa buona, ma c'è un grave problema: l'unità è considerata più importante della verità. Al contrario è la verità ad essere più importante dell'unità. Se mettiamo la verità e l'unità su una bilancia, la verità avrà il peso maggiore. Gesù non ha mai detto di essere “l'unità”, ma ha affermato di essere la verità. I cristiani che camminano nella verità biblica sono automaticamente uniti da essa, poiché soltanto a questa condizione sperimentiamo la vera unità. Vivere nell'unità a discapito della Verità è una seduzione diabolica.

La Verità divide o unisce: tutto dipende dalla nostra attitudine al riguardo. I farisei si sentivano spesso offesi dall'insegnamento di Gesù, ma non per questo Egli ha cambiato le sue parole o le sue azioni per unirsi a loro. Egli ha perseverato nella verità. La voce della maggioranza o l'opinione pubblica non sono affatto dei criteri di verità. Lo Spirito di Verità non induce mai nessuno nell'errore. La Bibbia dice che il Padre deve essere adorato in spirito e in verità.

Ci viene chiesto a torto di rispettare le differenze dottrinali di ognuno. Ma da dove viene questa idea? Quand'è che vediamo Gesù rispettare la dottrina dei farisei, o gli apostoli tollerare le false dottrine? Tutti gli apostoli fanno delle serie dichiarazioni riguardo a coloro che abbandonano la verità.

Gesù non ha mai usato la diplomazia nei suoi insegnamenti. Se lo avesse fatto non sarebbe mai stato crocifisso. Egli ha sempre detto la verità riguardo alle persone e alle loro situazioni. Gesù ha anche avvertito i suoi discepoli di diffidare del lievito (cattivo insegnamento) dei farisei (Matteo 16: 11,12). Paolo ci ricorda le tragiche conseguenze delle false dottrine dicendo che un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta (Galati 5: 2). Usare la diplomazia non è sempre sinonimo di camminare nella verità. La diplomazia può sbloccare una situazione, ma in definitiva, essa non cambia niente, o poche cose. In questi casi, essa è piuttosto una forma di adulazione.

Ascoltiamo le esortazioni pertinenti del pastore americano Adrian Rodgers che ha pronunciato nell'occasione di un congresso sul soggetto delle trasmissioni cristiane sulla radio: “E' preferibile essere divisi a causa della verità, che essere uniti nell'errore. E' preferibile dire la verità che ferisce e guarisce, piuttosto della menzogna che consola e uccide. Lasciate che vi dica una cosa, non possiamo parlare di amore e di amicizia, se non annunciamo tutto il consiglio di Dio. E' preferibile essere odiati per aver detto la verità che essere amati e stimati per aver detto una menzogna. E' impossibile trovare qualcuno nella Bibbia, che sia stato un testimone potente di Dio senza che abbia avuto dei nemici e che non sia stato odiato. E' preferibile rimanere fermi e soli nella verità che essere nell'errore con la moltitudine. E' preferibile infine, trionfare grazie alla verità piuttosto che avere temporaneamente successo con una menzogna.”

Il predicatore Charles Spurgeon diceva anche: “La preghiera per l'unità del nostro Signore Gesù Cristo (Giov. 17: 21), così spesso menzionata a torto, deve essere letta in tutto il suo contesto. Solo coloro che sono stati “santificati dalla Parola” (Giov: 17: 17) possono essere in Cristo. Insegnare diversamente, significa tradire l'Evangelo.”

Il pastore Vance Havner qualche anno fa, ha dato questo avvertimento: “Attenzione allo spirito di compromesso! Le chiese di Pergamo e Tiatiri avevano già questo spirito, e le tragiche conseguenze furono che Balaam e Jezabel (Apoc. 2) approfittarono di questa falsa tolleranza per corrompere la vita della Chiesa. Molte volte confondiamo il compromesso con l'amore e approviamo ciò che dovrebbe essere rigettato”.

10. Conclusione

Riepilogando, la Parola di Dio ci esorta costantemente a non rimanere dei “bambini” che accettano, senza alcun controllo, tutto ciò che ascoltano, leggono o vedono, ma a diventare dei cristiani “adulti” che siano in grado di esaminare tutto alla luce delle Scritture. “Ora, chi rimane al latte non ha l'esperienza della parola della giustizia perché è un bambino. Ma il cibo solido (sostanzioso) è per gli uomini adulti, per quelli cioè che per via dell'uso hanno i sensi esercitati a discernere il bene e il male” (Ebrei 5: 13,14).

Essere sedotti dagli altri è certamente una grande tragedia, ma sapete - purtroppo - è possibile anche sedurre sé stessi senza rendersene conto! E come? Ascoltando la Parola senza essere decisi ad obbedire a Lui o ad essere messi “sotto sopra” da essa. Poiché la vera obbedienza davanti a Dio, significa accettare che la Parola di Dio rimetta costantemente in questione i nostri pensieri, i nostri ragionamenti, le nostre parole, le nostre dottrine e le nostre esperienze. L'apostolo Giacomo ci rivolge la seguente importantissima esortazione: “Mettete in pratica la Parola -siate esecutori della Parola- e non soltanto uditori, ingannando voi stessi con falsi ragionamenti” (Giacomo 1: 22).

L'apostolo Paolo menziona anche la predicazione della sana dottrina come “qualifica” per ogni pastore e servitore di Dio. L'anziano deve essere: “attaccato alla Parola tale e quale come è stata insegnata, allo scopo di essere capaci di esortare secondo la sana dottrina e di respingere i contradditori” (Tito 1: 9).

L'apostolo Paolo dava molta importanza non solo al fatto che i giovani servitori di Dio fossero capaci di predicare la sana dottrina, ma che fossero anche capaci di rifiutare i contradditori. Essi dovevano dunque denunciare ogni falsa dottrina ed essere in grado di esaminare gli errori.

Quanto è importante per noi, cristiani degli ultimi tempi, avere in modo continuativo questo “amore per la verità”, che ci renderà sempre obbedienti e decisi ad annunciare tutto il consiglio di Dio. Non temiamo il combattimento e le opposizioni, poiché non esiste potenza contro la verità ma “per la verità” (2 Cor. 13: 8). Che la fedeltà e la determinazione di Paolo siano anche la nostra profonda motivazione, allorché egli dice: “Ho combattuto il buon combattimento, ho vinto la corsa, ho conservato la fede. Ormai la corona della giustizia mi è riservata. Il Signore, giusto giudice me l'assegnerà in quel giorno, non soltanto a me, ma anche a quelli che avranno amato la sua apparizione” (2 Tim. 4: 7,8).

Che la preghiera di Gesù a suo Padre per i suoi discepoli: “Santificali nella verità; la Tua Parola è verità” (Giov. 17: 17) possa realizzarsi altrettanto pienamente in ognuno di noi. Che “l'amore per la verità” sia costantemente rinnovato in noi fino al giorno del suo ritorno glorioso!

Rivestiamoci dunque della completa armatura di Dio affinché possiamo stare saldi contro tutte le astuzie del diavolo e resistere nei giorni della prova. Non dimentichiamoci che il primo pezzo dell'armatura, descritta da Paolo in Efesini 6, è precisamente la verità. “State dunque saldi, avendo preso la verità come cintura...” (Efesini 6: 14). L'efficienza di tutte le altre armi descritte in questo capitolo, dipenderà essenzialmente dalla nostra fedeltà alla verità.

Oggi, più che mai, consolidiamo e radichiamo la nostra fede nelle parole immutabili di Gesù, il quale dichiara : “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24: 35).


 

Ultimo aggiornamento Domenica 30 Novembre 2008 14:07
 
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