Piccoli commenti..grandi contenuti PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Webmaster   
Domenica 16 Novembre 2008 15:48


Tratto da Risorse Avventiste

Ricerca effettuata dal Riformatore

 

 

Il popolo rispose: «Serviremo il Signore, nostro Dio, e ubbidiremo alla sua parola».”
Giosuè 24:24

Gli anni trascorsero lentamente e gli israeliti si insediarono nella terra promessa. L'esercito si era sciolto e nessuno parlava più della distruzione di qualche luogo ancora in possesso dei nemici.
Giosuè, anche se vecchio e stanco, desiderava comunque fare in modo che il popolo non dimenticasse mai il suo impegno nei confronti dell'Eterno. Non voleva che gli ebrei abbandonassero il vero Dio e si mettessero ad adorare gli idoli del paese.
C'era comunque un pericolo: Satana cerca sempre di far credere ai figli di Dio che dal momento che appartengono all'Eterno possono continuare a vivere nel peccato. Giosuè conosceva questo rischio e desiderava fare il possibile per rivelarlo al popolo prima della sua morte. Ecco perché convocò una grande assemblea di anziani e capi di tutte le tribù a Sichem.
Era ìl luogo ideale per un simile incontro. Questa città non soltanto si trovava al centro della Palestina ma da vari punti di vista ricordava la presenza di Dio. Proprio là, per la prima volta, Abramo aveva piantato la sua tenda nella terra promessa. Sempre là Giacobbe, ritornando dal lungo esilio, incontrò Dio che gli rinnovò le sue promesse. Il corpo di Giuseppe, molto tempo dopo la sua morte, era stato portato via dall'Egitto e sepolto in quella zona.
Sichem si trovava in una valle fra i monti Ebal e Garizim. Gli ebrei vi erano giunti dopo aver attraversato il Giordano ed essersi impegnati a servire Dio. Giosuè chiese che l'arca venisse portata lì per fare sentire al popolo la presenza di Dio. Egli sapeva che, segretamente, alcuni israeliti praticavano varie forme di idolatria e desiderava aiutarli. Dio doveva essere onorato per amore. Adorare Dio per interesse o per paura della punizione non ha senso.
Rivolgendosi al suo popolo Giosuè cercò di indicare le differenze fondamentali che esistono fra il vero Dio e gli idoli.
Fu in occasione di questo discorso che pronunciò le parole contenute nel brano biblico di oggi. II Signore ci aiuti a compiere la stessa scelta di Giosuè.

Isaia 44:13 Il falegname stende la sua corda, disegna l'idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura con il compasso, ne fa una figura umana, una bella forma d'uomo, perché abiti una casa (chiesa)... ne scolpisce un'immagine, davanti alla quale si inginocchia... gli si prostra davanti, lo adora, lo prega e gli dice: «Salvami, perché tu sei il mio dio!»


DIO DICE...


Esodo 20:4 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano...


Isaia 45:5 Io sono il Signore, e non ce n'è alcun altro; fuori di me non c'è altro Dio! Io ti ho preparato, sebbene non mi conoscessi, perché da oriente a occidente si riconosca che non c'è altro Dio fuori di me.
Io sono il Signore, e non ce n'è alcun altro.

Ultimo aggiornamento Domenica 30 Novembre 2008 14:01
 
Condividi su Facebook