Spirito + Corpo = Anima PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Riformatore   
Domenica 16 Novembre 2008 15:38
 

Molti sono i testi sacri antichi dai quali si possono attingere informazioni, circa la creazione dell’uomo, in particolare l’uomo della Terra ma, ritengo che la più esauriente ed autorevole sia la Sacra Bibbia, anche se tale tema non viene trattato direttamente come obiettivo finale ma solo informativo.

Si può comunque, svolgendo attente indagini, comprendere il meccanismo e l’assemblaggio che è stato impiegato per l’ideazione, creazione, formazione e animazione dell’essere umano.

Tratto dalla Bibbia (Genesi cap.2:7):

"E l’Eterno Iddio formò un uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente."

E’ ovvio oramai, per ragioni di sviluppo mentale e culturale, che nessuno crede più alla favoletta di Dio che fa un pupazzetto con la terra e ne trae un uomo, perciò, è altrove che bisogna andare a scavare per scoprire certe realtà e relative verità.

La Bibbia non dice bugie, ne è banale, ma si esprime con un linguaggio ed un gergo tale da essere compresa da tutti, secondo il cammino e lo sviluppo dell’uomo, nel tempo. Comunque, in senso generico e simbolico dice che l’uomo viene dalla terra, inteso come polvere e non dalla terra nel senso di pianeta Terra. Se consideriamo che, una volta deceduti il nostro corpo si disfa e si polverizza, ecco che il simbolo diventa realtà oggettiva, senza però entrare mai nel senso scientifico e senza mai offrire spiegazioni avanzate che, l’uomo dei millenni passati non avrebbe mai potuto capire ma che, quello di oggi e sicuramente di domani potrà certamente comprenderne meglio i meccanismi genetici del progetto creativo di Dio e scoprirne molti degli infiniti segreti.

Ma ora prendiamo in analisi il versetto di “Genesi 2:7”.

Considerato, come già detto in premessa che, la Bibbia va dritta all’essenziale, nell’espressione “Dio formò un uomo dalla polvere della terra”, ci rendiamo conto innanzitutto che l’autore della creatura umana è Dio. Attenzione però a non cadere nel tranello del luogo comune, autore non vuol dire facitore!

Quando osserviamo un’opera di Giotto o di Michelangelo, noi diciamo che l’autore è Giotto o Michelangelo ma, questi grandi artisti non hanno fatto tutto da soli, essi avevano dei lavoranti sotto di loro, ognuno preposto ad un compito preciso, la stessa cosa è possibile che sia avvenuta nella creazione dell’uomo. Dio ha progettato nella sua mente sia la creazione o meglio direi, le creazioni, sia l’uomo che poi ha sparso nell’universo o meglio negli universi… …Infatti, se leggiamo attentamente la Bibbia ci accorgiamo che Dio quando crea l’uomo, non dice che crea noi, umani terrestri, sempre così attenti a far risaltare il nostro smisurato senso di egocentrico protagonismo ma, dice solo che crea "l’uomo" e che poi, dopo averlo creato lo pone in un giardino che prepara appositamente per lui. E’ un dato rilevante e molto importante! Vedi: (Genesi 2:8). “… E l’Eterno Iddio piantò un giardino in Eden e vi pose l’uomo che aveva formato”. Viene spontaneo domandarsi: “…se Dio pone l’uomo in Eden, cioè sulla Terra, dove si trovava quando è stato creato? Si suppone dunque che l’uomo, inteso come prototipo, sia stato creato negli alti luoghi spirituali, in una dimensione diversa da quella della materia, altrimenti non potrebbe avere in se le caratteristiche di Dio, perchĂ© Dio non può assolutamente ne manifestare se stesso in forma materiale, ne essere contenuto nella dimensione e nella forma limitata della materia. Pertanto, la parola: “Dio fece l’uomo” non può significare altro che: "creò l’uomo la dove Egli si trova e non qui sulla Terra". A dimostrazione di tale ipotesi sta il fatto che in tutta la Bibbia non vi è mai alcuna menzione di Dio che si manifesta personalmente tra gli umani, intendo Dio Padre. Le personificazioni di Dio nell'Antico Testamento, non possono essere attribuite a Dio Padre ma, secondo anche la cultura ebraica, a tal merito sembra che Dio, abbia trasferito la sua presenza in un angelo o nella figura successiva del Suo Figliolo, preposto ad un certo compito. Vedi ad esempio, Giacobbe che combatte con "Dio" ... non era Dio! La traduzione che afferma questo non è corretta, mentre quella tradotta direttamente dall'ebraico, dal rabbino Di Segni, delle edizioni Giuntina, dice: (Genesi cap.32:25) Giacobbe rimase solo e un uomo (1) lottò con lui sino allo spuntar dell'alba. (1= era un angelo in sembianze umane, detto in ebraico anche Elohim, cioè angelo). L’unico escamotage al quale può ricorrere è nascere uomo per poter entrare nel mondo della materia e comunicare con lui. Ecco venire la figura di GesĂą Cristo. Vedi: (Giovanni 1:1,2,3) Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.

Perciò, Dio (il Padre) nel suo progetto micro – macroscopico progetta e organizza la creazione, da le direttive alla seconda persona della trinità (il Figlio), che funge da collaboratore, carpentiere e assemblatore, il facitore dell’opera è la terza persona della trinità stessa, (lo Spirito), una personalità che vivifica tutto ciò che tocca. Ecco perché la Bibbia dice nella traduzione ebraica originale: “i Dii fece l'uomo ma, siccome nella lingua italiana grammaticamente risulta addirittura un errore, è stato tradotto con "…Dio fece l’uomo”, perché i tre distinti personaggi formano un unico perfetto pensiero, essendo formati della stessa natura divina e da un’unica mente ma, non rende bene l'idea secondo come invece la rende in lingua ebraica.

“…gli soffiò nelle narici un alito vitale…”

Nella simbologia biblica il “soffio” rappresenta lo Spirito della vita, (Genesi 1:30) “…e ad ogni animale della terra e ad ogni uccelli dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in se un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento,”. E così fu. (I Re 17:17) … … che non gli rimase più soffio di vita. (Giobbe 17:1) …il mio soffio vitale si spegne, i miei giorni si estinguono, il sepolcro mi aspetta. (Giobbe 32>:8) ma, nell’uomo, quel che lo rende intelligente è lo spirito, è il soffio dell’Onnipotente. (Giobbe 33:4) Lo spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell’Onnipotente mi da la vita.

Dunque Iddio nella sua immensa mente progetta questa creatura, a sua immagine e somiglianza, cioè con quelle caratteristiche che possono potenzialmente interagire coi vari livelli di creazione, dalla dimensione della materia più grezza, a quella dello spirito più sottile. Una creatura interattiva, polivalente e multistrutturata: un essere perfetto per muoversi in tutta la creazione!!! La dota di un corpo fisico per poter prendere coscienza e possesso della sua realtà e posizione temporale nell’universo, un corpo fisico soggetto a tutte le regole della materia, con tutte le sue limitazioni, affin che rendendosi conto di queste, alzi lo sguardo verso l’alto, alla ricerca del suo Creatore e in tal modo iniziare quel processo di elevazione della sua natura da umano terrestre a umano celeste! Ma tutto ciò non sarebbe bastato per fare di questa creatura un essere auto evolvente, in tal modo sarebbe stato solo una macchina, uno stupido pezzo di carne. Dio infatti, è proprio qui, nella fase della creazione che fa il primo regalo all’uomo, lo dota di una parte di Se, un pizzico del Suo spirito e glie lo trasmette. L’uomo, da questa fusione “corpo + spirito” prende vita, si anima … … e diventa un’anima vivente! L’anima è la risultante della fusione del corpo con lo spirito, la terza essenza che si forma da se dall’unione tra queste due sostanze. Lo spirito si può considerare come fosse un motorino, un’energia involontaria che va da se e oltre a mantenere in vita il corpo fisico, crea i presupposti organici e spirituali per rendere un uomo “cosciente”. E’ una forza invisibile data in dono ma in prestito da Dio, che alla fine dei giorni se ne torna da dove è venuta. La presa di coscienza o coscienza del "se", prende forma e sostanza all'interno dell'individuo, fin dal concepimento. Il feto nel grembo della mamma è sensibile alla vita e ha un forte spirito di conservazione e di auto difesa, lo dimostrano i molti filmati rincresciosi di aborti terapeutici, dove il povero feto cerca in tutti i modi di sottrarsi al raschiamento. Lo spirito è fuso col corpo attraverso una rete immensa di neurotrasmettitori e tutta una serie incredibile di recettori che fanno parte del cervello e che si diramano in tutto il corpo. La presa di coscienza di esistere è l’anima vivente, la quale prende forma di responsabilità proprio dalla realtà di esistere. Essa alla fine dei giorni, a seconda del carico conseguito dalla coscienza tramite lo spirito che l’avrebbe fatta vivere, “vuoterà il sacco” delle proprie esperienze (come un hard disk) dalle quali si evincerà o uno stato di elevazione che la spingerà ad una evoluzione eterna sulle rive alte del Regno del Padre, oppure ad una involuzione negli strati più bassi e grezzi della sub materia. Dio ha creato l’uomo con un corpo fisico per popolare la materia, perciò la materia è popolata da uomini, altrimenti non avrebbe senso tutto questo creato! Dio inoltre ha creato gli angeli per popolare il Regno dello spirito, infatti i cieli sono stra pieni di angeli e non vedo per quale motivo l'universo non dovrebbe essere stra pieno di uomini!

Ci si potrebbe domandare: “…com’è possibile che una sostanza come la carne possa fondersi con una sostanza impalpabile ed invisibile come lo spirito?”. L’idea dello spirito di Dio come qualcosa di mistico, impalpabile ed invisibile è stata mistificata e sublimata dalla classe religiosa che tutti ben conosciamo, infarinando il tutto con dosi massicce di religiosità, magia, fatalismo e mistero, molto mistero! Considerato però che oramai, viste le più recenti scoperte sul genoma umano, viene da sorridere, anzi direi sganasciarsi dalle risate all’udire ancor oggi certe affermazioni di stampo religioso relative alla creazione, Dio e tutto ciò che gira intorno. Se Dio ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza e noi siamo fatti come siamo fatti, vuol dire che Dio è uno scienziato incredibile, una mente enorme e insondabile. Lo spirito è un motorino bio-spiritule compatibile con la materia! Questo è incredibile!!!!! Dio è compatibile con noi! Quando lo spirito lascia un corpo, il corpo cessa (provvisoriamente) da tutte le sue funzioni, sia organiche, sia psichiche. Il corpo fisico si corrompe in breve tempo e lo spirito torna da dove è venuto. La creatura che fuoriesce, è un essere sorto dalla fusione delle due essenze. Una creatura non eterna ma perpetua. Eterno è solo Colui che non ha inizio ne può avere una fine, perpetuo è colui che ha un inizio ma non ha una fine, cioè l’uomo.

Salmi 119:25:

"L’anima mia è attaccata alla polvere; vivificami secondo la tua parola."

Questo versetto dimostra come l’anima è la risultante di questa fusione “spirito + corpo”. Finchè i due stanno uniti, l’uomo può esistere nella dimensione della materia, vincolato e ancorato a questa ma, dal momento che lo spirito, essendo il motore della vita, si stacca, anche l’essere spirituale che vive a motivo di questo si stacca, non essendoci più i presupposti per poter continuare a manifestarsi attraverso le azioni del corpo. Sono le azioni dell’anima nel corpo attraverso lo spirito che imprimono nell’anima stessa o un miglioramento di qualità o un peggioramento. Il futuro di un’anima dipende dalle azioni svolte quand’era nel corpo. Ecco perché il salmista dice: “…vivificami secondo la tua Parola”, perché egli si rende conto che senza un’elevazione, un perfezionamento nella propria essenza vivente, egli non potrebbe mai salire fino a Dio.

Genesi 35:18:

"E come ella stava per rendere l’anima (perché morì), pose nome al bimbo Ben-oni ma il padre lo chiamò Beniamino."

Rendere l’anima infatti, sta per “lasciare il corpo”. E’ un esempio biblico del momento nel quale una persona esce dal corpo che l’ha ospitata per passare ad un livello diverso di esistenza. Tutti gli esseri “umani” hanno un’anima o meglio …sono anime. Non possono esistere uomini terrestri senza anima, è un controsenso e un errore considerare questa evenienza, perché un uomo non sarebbe un uomo e non potrebbe vivere. Solo i morti non hanno anima, proprio perché essa è fuoriuscita da loro.

I Re 17:21,22:

"Si distese quindi tre volte sul fanciullo, e invocò l’Eterno, dicendo: 'oh Eterno Iddio mio, torni ti prego, l’anima di questo fanciullo in lui'. E l’Eterno esaudì la voce di Elia: l’anima del fanciullo tornò in lui ed egli fu reso alla vita."

In questo passaggio della storia biblica del profeta Elia, viene menzionato questo episodio nel quale egli prega Iddio per far tornare nel ragazzino la sua anima e Dio lo esaudisce. Il ragazzino era rimasto sprovvisto della sua anima, infatti era morto. Ciò dimostra che un corpo senza anima non vive. Il Signore fa tornare dalla dimensione dello spirito l’anima del ragazzino di nuovo dentro il suo corpo e il ragazzino torna a vivere ma, non solo, l’anima non può essere agganciata ad un corpo se non c’è il “motorino” che le permette di animarsi, per cui è implicito che oltre all’anima Dio ha fatto tornare pure lo spirito.

Giobbe 12:9,10:

"Chi non sa, fra tutte queste creature, che la mano dell’Eterno ha fatto ogni cosa, che egli tiene in mano l’anima di tutto quel che vive, e lo spirito di ogni essere umano?"

Dio è il “giostraio” e tutto sta nelle sue mani, egli manovra ogni cosa e tutto è sotto il suo controllo.

Giobbe 27:8:

"Quale speranza rimane mai all’empio quando Iddio gli toglie, gli rapisce l’anima."

Chi da la vita e chi la toglie è sempre Dio, egli conosce i giorni di tutte le sue creature, umane e non.

Salmi 54:3:

"Poiché degli stranieri si sono levati contro di me e dei violenti cercano l’anima mia. Essi non tengono Iddio presente davanti a loro."

Salmo 56:6:

"Si radunano, stanno in agguato, spiano i miei passi, come gente che vuole la mia vita."

Qui, su questo versetto si potrebbe fare una piccola speculazione.

Chi saranno mai costoro, chiamati “stranieri” che, levatisi contro di noi, in modo violento cercano l’anima degli uomini? … questi son quelli che non tengono affatto Dio in considerazione. (La Bibbia comunque è piena di citazioni di questo tenore).

Ezechiele 18:4:

"Ecco tutte le anime sono mie, è mia tanto l’anima del padre quanto quella del figliolo, l’anima che pecca sarà quella che morrà."

Ecco una dimostrazione dello stato di responsabilità di un’anima. Per “morrà” secondo il gergo biblico si intende qualcuno che involvendo, una volta deceduto, si andrà da solo a collocare negli strati più remoti e bui della sub materia, la materia involuta all’ennesima potenza, laddove neppure la luce riesce a passare.

Matteo 10:28:

"E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima, temete piuttosto colui che può far perire e l’anima e il corpo nella geenna."

Alcuni esegeti ritengono che qui Gesù stia parlando del Padre celeste, altri del diavolo. Mmah!… dal canto mio sono più propenso a pensare che stesse parlando di Dio, il quale è giudice di tutte le anime e ha in se l’autorità e il potere di far vivere chi vuole e far perire chi vuole. Infatti sta scritto in: (Romani 9:18) “…così dunque Egli fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole”. Dio ha il potere di far misericordia, perciò di far vivere e pure quello di far “indurire”, cioè stecchire, lasciar secco, far morire. Infatti il rigor mortis è tipico dell’indurimento del corpo fisico dopo il decesso. Lucifero, essendo una creatura e non un creatore, non possiede affatto tali poteri.

I Tessalonicesi 5:23:

"Or l’Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente, e l’intero essere vostro; lo spirito, l’anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo."

Qui devo spendere alcune parole in merito a questa affermazione: “santifichi”.

Una certa casta sacerdotale con sede in Roma, nel corso di questi duemila anni ha mutato moltissimi significati dei contenuti biblici, fra i quali quello della santitĂ .

Santo non è colui che viene insignito tale da una commissione apposita, dopo essere prima passato da una innumerevole sorta di corridoi, timbri, firme popolari, miracoli conclamati, grandi opere umanitarie e una graduatoria a punteggi tra i defunti prima canonizzati e poi promossi ai vari livelli di beatificazione, fino ad una sudatissima e, ironia della sorte “agognata” santità!

La parola santo, dal greco “santos” significa etimologicamente: “separato, messo da parte per le cose sacre”. (Romani 1:7 – 12:13 – 15:25,26 – 15:31 – 16:15 – I Corinzi 1:2 – 14:34 – 16:1,15 – II Corinzi 1:1 – 8:4 – 9:1,12 – 13:12 – Efesini 1:1 – Filippesi 1:1 – 4:21,22 – Colossesi 1:2 – Ebrei 3:1 – 6:10 – 13:24 – I Pietro 1:15). Per cui, appurato che per “santi” si intendono delle persone vive e non decedute, la Bibbia consiglia di separarsi dalle cose impure e malvagie di questo mondo corrotto che, ha la particolarità di attirare l’uomo a se, attraverso il peccato e di conseguenza verso la morte spirituale, cioè l’involuzione che producendo un abbruttimento dell’anima, la conduce verso una condizione perpetua, dopo il decesso di sofferenza e angoscia senza fine. Conservando la propria vita in uno stato di separazione dal male, l’uomo viene preparato mediante il miglioramento della sua qualità interiore, ad essere degno e compatibile sotto tutti gli aspetti, al ritorno di Cristo sulla Terra, il quale verrà, accompagnato dai suoi soldati, gli angeli, con le navi di luce a prelevare i suoi “santi”, il popolo che si è appartato dalla mentalità di questo mondo per seguire e servire il Maestro Gesù.

Questi e solo questi sono i veri santi … … diffidate delle imitazioni!

Ebrei 4:12:

"Perché la Parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle, e giudica i sentimenti e i pensieri del cuore."

Interessante questo passaggio, fa una netta distinzione tra anima e spirito, giunture e midolla, sentimenti e pensieri. Dio può separare l’anima dallo spirito, ciò dimostra che le due cose sono diverse e distinte. Le giunture e le midolla fanno parte del corpo fisico, perciò è ovvio che qui c’è un’implicazione di carattere biologico. Infine, sentimenti e pensieri: ovvero il risultato di un’interazione tra materiale e spirituale. I sentimenti sono qualcosa di impalpabile, anche se hanno certamente una matrice genetica, i pensieri sono il risultato di una volontà e di una coscienza. Pertanto la separazione dei sentimenti dai pensieri è qualcosa di chirurgicamente super sottile! I pensieri e i sentimenti sono tali perché lo spirito permette all’anima di manifestarsi attraverso il corpo, in questo caso il cervello. L’uomo terrestre è stato creato per vivere dentro un corpo fisico e così sarà per sempre. Dopo la morte fisica avvenuta in questa vita terrena, dopo un certo periodo stabilito dai tempi biblici, gli umani si risveglieranno e torneranno in vita, ad alcuni sarà dato loro in premio un corpo incorruttibile, destinato ad una vita perpetua negli “alti padiglioni di luce”, una caratteristica che farà di questi uomini degli esseri di luce, mentre ad altri, quelli che avranno vissuto secondo la “carnalità”, cioè non tenendo conto durante la loro vita che le azioni determinano il futuro, risusciteranno anch’essi ma finiranno nella dimensione involuta della sub materia.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Settembre 2010 15:23
 
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